Ticino
"La filiera lattiero-casearia è sul baratro"
Keystone-ats
06.03.2025 11:12

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La deputata comunista Lea Ferrari interpella il Consiglio di Stato sulla difficile situazione del settore. "L’Esecutivo ha intenzione di avviare contatti con tutti gli attori, affinché si possa trasformare più latte ticinese, anziché farlo venire da fuori?”
La crisi della filiera lattiero-casearia
ticinese preoccupa la granconsigliera Lea Ferrari (PC), secondo cui ad oggi non
sussiste un vero e proprio progetto per il “dopo-LATI”. Sono passati diversi
mesi dalla chiusura del giugno 2024 e Oltralpe sono stati trasportati quasi 2
milioni di chili di latte convenzionale dalla Federazione ticinese produttori di latte (FTPL). Per il 2025 si prevede che ne andranno
trasportati fuori dal cantone oltre il doppio. Per la deputata comunista la situazione attuale non è sostenibile in quanto “i
produttori locali ricevono meno di 50 centesimi al litro, un prezzo ben al di
sotto di altri cantoni e che non riesce a coprire nemmeno i costi di produzione”, si legge in un'interpellanza inoltrata al Consiglio di Stato. “Non vi è più una
valorizzazione del latte ticinese, che ha il potenziale di essere un prodotto
di elevate qualità”. Inoltre, questa condizione “è
contraria alla sicurezza alimentare, alla sovranità alimentare e alla filiera
corta. Il costoso trasporto non può continuare ancora per molti anni”.
"Non si possono aspettare i progetti attuali"
Secondo Ferrari, non si possono più attendere i
progetti esistenti pronti a farsi carico di una parte di questo latte per trasformarlo
localmente e retribuire correttamente gli allevatori. Ad esempio, il progetto di sviluppo regionale Blenioplus, a cui Cantone e Confederazione
hanno già concesso un aiuto agli investimenti di 5,7 milioni, "è bloccato dal ricorso interposto dalla stessa LATI (poco prima della
chiusura) e dal Caseificio del Gottardo". Il Consiglio di Stato "non ha ancora evaso
il ricorso dopo un anno e mezzo".
Le domande
Ferrari chiede quindi al Consiglio di Stato come si spiega
che il ricorso di Caseificio del Gottardo SA alla decisione di sostegno al PSR
Blenioplus non sia ancora stato evaso dopo 1 anno e mezzo di attesa, e se l’Esecutivo
non ritiene che in quel lasso di tempo si potevano trovare delle soluzioni per
il settore del latte ticinese. Il PSR Blenioplus è fondamentale per le aziende
di allevamento di bovini della Valle di Blenio, ma allo stesso tempo è un
tassello indispensabile della filiera lattiero casearia dopo la chiusura della
LATI. "Il Governo conferma questa visione?” Ferrari domanda anche se, prevedendo
che i ricorrenti non demordano nemmeno dopo un eventuale non accoglimento del loro
ricorso, ci si debba aspettare ulteriori anni di attesa, dopo che tale progetto
“ha già avuto un iter molto lungo. Cosa intende fare il Consiglio di Stato per
cercare di accelerare le tempistiche?” L’Esecutivo "ha intenzione di avviare
contatti con tutti gli attori, anche con il Caseificio del Gottardo, affinché si
possa trasformare più latte ticinese anziché farlo venire da fuori, in modo da
superare con lo sforzo, l’impegno e la solidarietà di tutti, il periodo dei mesi
più sensibili con minori quantità di latte disponibili nel nostro cantone?”

