Mobilità
La vignetta per le biciclette potrebbe tornare in sella, Vitali: "Non sarebbe un bel segnale"
Redazione
17.03.2025 20:11

Il presidente di Pro Velo Ticino non vede di buon occhio la proposta. Di parere opposto il consigliere nazionale democentrista Piero Marchesi: "Permetterebbe di contribuire a vari progetti".
20 franchi all'anno per poter montare in sella alla
propria bicicletta. Come anticipato dalle testate del gruppo Tamedia, la
consigliera nazionale democentrista Nina Fehr Düsel presenterà una mozione con
cui proporrà di introdurre una vignetta per i ciclisti, simile a quella
autostradale già in uso da decenni. Una possibilità ancora da valutare nel
dettaglio, ma che il presidente dell'UDC ticinese Piero Marchesi vede di buon
occhio. “Con questa tassa si raccoglierebbero circa 90-100 milioni di franchi
all’anno, che potrebbero dare un contributo nel sostegno a vari progetti", sottolinea Marchesi ai microfoni di Ticinonews. "Penso ad esempio all'estensione della rete di piste ciclabili e alla messa a disposizione di
servizi migliori. Mi riferisco anche al canton Ticino, dove alcune
regioni attendono sviluppi ormai da molti anni”.
Pareri a confronto
Di opinione diametralmente opposta rispetto a Marchesi è il presidente di
Pro Velo Ticino Marco Vitali, che ne fa una questione di principio. “Il Consiglio
federale afferma di voler raddoppiare la quota della mobilità dolce in dieci anni, e non mi sembra un buon segnale da mandare quello di far pagare una tassa”, commenta Vitali. Una tassa che per Marchesi è però ampiamente sopportabile. “Si discute di un importo di 20 franchi all’anno, dunque non credo
che questo farà la differenza nella convinzione di una persona di utilizzare o
meno la bicicletta", afferma il democentrista. "Si pone tuttavia il tema del finanziamento. La tassa di circolazione,
ad esempio, viene pagata con una spesa specifica e non con le imposte”.
Vitali: "Si segua l'esempio del trasporto pubblico"
Gli introiti andrebbero dunque a finanziare le
infrastrutture ciclabili e sostituirebbero di fatto il ricorso al gettito
fiscale. Per Vitali, però, i ciclisti sono già degli ottimi gregari. “Non
va dimenticato che chi frequenta le strade in bicicletta di solito ha una
patente e dunque circola anche in automobile, pagando già le relative tasse", puntualizza il presidente di pro Velo Ticino. "Se dovessimo
mettere questo 'balzello' sui ciclisti, forse dovremmo far pagare un importo anche ai pedoni perché utilizzano i
marciapiedi”. Secondo Vitali, occorre prendere quale esempio virtuoso il
sistema di finanziamento del trasporto pubblico. “Metà
del nostro biglietto del treno è pagato dall’ente pubblico e dunque vengono
giustamente sostenute e finanziate le politiche che vanno in quella
direzione: di una mobilità diversa da quella attuale”.
Vignetta in formato elettronico
La proposta democentrista contempla una vignetta in
formato elettronico, in modo da ridurre gli oneri amministrativi e soprattutto
renderla trasferibile a tutte le biciclette possedute da un singolo ciclista.

