Nel portafoglio
L’aumento dei prezzi preoccupa le associazioni ticinesi del sociale
Teleticino
13.09.2022 17:10

L’impennata dei costi rischia di ripercuotersi soprattutto sul ceto medio basso. Balbo (Caritas): “Temiamo soprattutto gli sviluppi a lungo termine”.
Al 2023 non
manca molto e se già ora siamo confrontati con un aumento dei prezzi. Il
rischio che il nuovo anno si apra con un’esplosione dei costi sembra essere
realtà. I prezzi dell’elettricità aumenteranno di circa il 25% e i premi di
cassa malati - si stima - subiranno un incremento tra il 7 e il 10 per cento. Un
costo della vita dunque importante che preoccupa le diverse associazioni attive nel sociale presenti sul nostro territorio. “Ci inquieta soprattutto a lungo termine,
perché per ora non vediamo gli effetti di questa situazione nel nostro servizio
sociale, così come non si nota nei nostri programmi occupazionali, dove non c’è
un aumento spropositato dei disoccupati”, commenta ai microfoni di Ticinonews
il responsabile dei servizi sociali di Caritas Ticino Dante Balbo. La fascia
della popolazione più colpita sarà sicuramente “quella medio bassa che magari
non ha altri aiuti, penso ad esempio agli assegni integrativi e di prima
infanzia”.
Aumentano le richieste di aiuto
Il ceto
medio basso sarà dunque quello più colpito. Una situazione futura di cui però
l’associazione Soccorso d’inverno ha già avuto un assaggio nei mesi appena
trascorsi. “Noi abbiamo visto in luglio e agosto un aumento delle domande del
16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, spiega la direttrice
Manuela Nünlist. “La tendenza è al rialzo e si vede. Abbiamo appena chiuso la
nostra contabilità, dal 1 luglio al 30 giugno, e constatiamo che abbiamo
raccolto 855 domande”. Sono praticamente “tre volte quelle che facevamo prima
della pandemia e siamo convinti che quest’anno saranno ancora di più”. Il
problema “sarà vedere se avremo abbastanza fondi per aiutare tutte queste
persone che ci chiederanno aiuto”.
Rischio di una nuova fascia di persone indigenti
La
preoccupazione per il prossimo futuro è condivisa anche dalla Croce Rossa
Svizzera, che intravede la possibilità di una nuova fascia di persone
indigenti. “Il rischio c’è ed è concreto”, conferma la direttrice della sezione
del Sottoceneri Josiane Ricci. “Le famiglie con budget molto modesti che adesso
riuscivano a malapena a coprire le spese, con tutti questi aumenti che si
prospettano non riusciranno più nemmeno a fronteggiare le spese strettamente
indispensabili”.

