Clima
Le anziane per il clima lottano per le nuove generazioni
Teleticino
25.09.2022 08:00

“Siamo preoccupate soprattutto per le generazioni future. La gran parte di noi sono nonne con dei nipotini”, ha spiegato Norma Bargetzi-Horisberger. "Chiediamo che il nostro Stato faccia di più per la protezione della salute delle concittadine e dei concittadini”.
Sono tutte over 65, vengono da ogni regione della Svizzera e
da anni lottano per inasprire le leggi sui cambiamenti climatici. Sono le
anziane per il clima, che si sono presentate mercoledì a Bellinzona. I colleghi
di Ticinonews ne hanno parlato con la rappresentante per la Svizzera italiana
Norma Bargetzi-Horisberger.
Preoccupazione per le nuove generazioni
“Siamo preoccupate soprattutto per le generazioni future. La gran parte di
noi sono nonne con dei nipotini”, spiega Bargetzi-Horisberger. Quello che
chiedono è che “il nostro Stato faccia di più per la protezione della salute
delle concittadine e dei concittadini”. Una battaglia che le ormai 2’000 socie
dell’Associazione Anziane per il clima, dopo il rifiuto del Governo e dei
Tribunali Federali, hanno portato fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo
a Strasburgo. L’obiettivo, hanno spiegato a Bellinzona, è appunto quello di
inasprire le leggi a tutela del futuro del pianeta e delle generazioni a
venire. In che modo? Chiedendo di tutelare il diritto alla vita delle donne
anziane, le più toccate dai cambiamenti climatici, ci spiega la copresidente
Anne Mahrer.
“Non siamo egoiste”
All’inizio c’è chi ci ha detto: siete egoiste, pensate solo
alla vostra salute. No, non siamo egoiste”, sottolinea Mahrer. “Se vinciamo,
tutti quanti vincono. Era importante istituire un’associazione di persone
anziane perché siamo particolarmente vulnerabili. In Svizzera non si possono
fare delle Class Action. Bisognava trovare un modo per avviare un’azione
giudiziaria. Il mezzo era creare l’associazione delle anziane per la protezione
del clima e di condurre noi l’azione legale. Bisognerà probabilmente attendere
ancora un po’, ma se accolta permetterà di cambiare le leggi a livello
svizzero. È impossibile che la Svizzera non faccia niente. D’altronde, la Corte
è attenta che le decisioni siano effettivamente applicate nei paesi condannati.
Il Governo deve cambiare le leggi”
Scelta una via giuridica
Entusiaste e fiduciose, si definiscono anche testarde e
determinate. Qui, ad esempio, sono state bloccate dalla polizia al WEF di
Davos. “Siamo tenaci e testare. È stata accettata l’entrata in materia e
proprio in queste ultime settimane la comunicazione sarà prioritaria e sarà la
grande camera a trattarla, ed è già un grande successo”. Le Anziane per il
clima hanno “scelto la via giuridica perché la via politica non dava esiti”. Una
posizione sostenuta in toto dal meteorologo Matteo Buzzi, presente in veste di
invitato. “Se non si cambia rotta sicuramente avremo delle conseguenze che
potrei definire catastrofiche a livello planetario”, ha spiegato il meteorologo,
evidenziando il rischio di una crisi degli ecosistemi e quindi anche le nostre
basi della sussistenza, specialmente il cibo, saranno a rischio.
Politica assente
Grande assente, a parte qualche eccezione, la politica. “Abbiamo
inviato l’invito in modo molto largo, ma abbiamo avuto poche risposte. Siamo
state in Norvegia, in Lussemburgo e in Spagna. Due co-presidenti sono anche
state invitate all’edizione principale del TG in Lussemburgo. Da noi invece è
impensabile, o meglio, speriamo di poterlo pensare”, ha concluso Bargetzi-Horisberger.

