Ticino
Le sorgenti di Faido sono ai minimi storici
Redazione
28.12.2022 20:07

Le poche precipitazioni non hanno permesso alle sorgenti di Faido di ‘caricarsi’ a dovere. Rosselli (cooperativa elettrica): “Sono fiducioso, monitoriamo la situazione e per le zone critiche abbiamo già un piano B”.
L’anno meteorologico eccezionale continua a
presentare il conto. Le sorgenti di Faido sono ai minimi storici e prima delle
vacanze il comune ha invitato la popolazione a un utilizzo parsimonioso
dell’acqua potabile. Per il momento non vi è nessun allarme, ma in alcune fonti
montane la situazione è delicata. “Tutte le sorgenti sono al di sotto di quello
che era il livello minimo misurato”, spiega a Ticinonews il direttore della
cooperativa elettrica di Faido Patrizio Rosselli. “A febbraio 2006 abbiamo
registrato i minimi storici e oggi siamo più in basso di quella soglia del
10-15%”. Per certe zone, ad esempio i monti di Cavagnago e Sobrio, la
situazione può essere critica. “Al momento abbiamo ancora acqua, ma con l’avvento
delle vacanze e l’arrivo di persone che la utilizzeranno potremmo avere dei problemi”.
Da qui “il preavviso di moderare l’utilizzo dell’acqua”.
Un problema precedente all’estate
Come detto, questo anno di temperature e
soleggiamento eccezionale continua a pesare. Una situazione iniziata ben prima
dell’estate. “A pesare maggiormente è stato l’inverno senza neve”, commenta
Rosselli. “Durante la primavera la neve che si scioglie ‘carica’ le sorgenti e
questo non è avvenuto. A ciò si somma la mancanza di piogge estive. Vivevamo di
rendita”. Ora “aspettiamo le precipitazioni nevose per caricare le sorgenti per
l’anno prossimo”. In questo momento però “non vi è un apporto sufficiente di acqua”.
Il caldo “in aiuto”
Un aiuto al deficit idrico potrebbe però arrivare
proprio dall’attuale caldo anomalo .“Sicuramente: la neve che è caduta in
montagna si sta già in parte sciogliendo e sta aiutando le sorgenti. Nel corto termine
è un bene, ma secondo me avremo un problema a medio-lungo termine, quindi
durante l’estate e verso il prossimo inverno”, precisa Rosselli.
Esiste già un piano B
La scarsità di acqua si è tradotta anche in una
minore produzione della piccola centrale elettrica gestita dalla cooperativa
elettrica di Faido, che nel 2022 ha viaggiato praticamente a metà servizio. Un
problema minore rispetto all’acqua potabile, per cui comunque è previsto un
piano B, per evitare che le frazioni montane, oggi popolate soprattutto dai
vacanzieri, rimangano a secco. “In inverno si consuma molta meno acqua. Quello
che a noi poteva far paura è l’abitudine che spesso si ha nelle case di vacanza
di far scorrere l’acqua per evitare il gelo. Questo al momento potrebbe tagliarci
un po’ le gambe e svuotare i bacini”. In ogni caso “sono fiducioso, perché monitoriamo
la situazione e per quelle 2-3 aree critiche abbiamo già un piano B, ovvero tirare
dei tubi con altre sorgenti”. Trovare delle soluzioni non è sempre facile “ma immagino
che in altre zone stiano peggio”, conclude Rosselli.

