Ticino
"L'economia ticinese è resiliente, ma i problemi la metteranno a dura prova anche nel 2023"
Redazione
21.12.2022 08:07

Foto: ©Chiara Zocchetti
Come è andato questo 2022 per le aziende ticinesi? E come vedono il 2023? Domande alle quali ha cercato di rispondere un sondaggio della Camera di commercio ticinese. Per capirne di più abbiamo approfondito il tema con il presidente Andrea Gehri.
250 aziende hanno partecipato a un sondaggio della Camera
di commercio ticinese (Cc-Ti). Obiettivo: capire come è andato il 2022 e fare
una previsione per l’anno che verrà. Questi 12 mesi sono stati positivi, ma i
prossimi rischiano di essere duri per le ditte del Cantone. “Salgono i prezzi e
si riducono i margini. La situazione è complessa e prevediamo una decrescita”,
ha affermato a Ticinonews il direttore della Camera di commercio Luca
Albertoni. Ma come leggere quanto emerso dall’inchiesta? Ne abbiamo parlato con
Andrea Gehri, presidente della Cc-TI. “Paradossalmente si pensava che la
pandemia fosse un problema difficile da superare, ma forse è stata l’anticamera
della situazione con la quale saremo confrontati il prossimo anno”, ha spiegato
Gehri, il quale ha descritto come "resiliente" l'economia ticinese.
L’influenza del conflitto in Ucraina
“La guerra ha influito duramente, soprattutto per quanto
riguarda le difficoltà nel reperire le materie prime. Questo ha portato a
registrare grandi ritardi, in modo particolare all’inizio del conflitto, i
quali sono stati seguiti dai rincari. Questi sono due aspetti che hanno messo
in grossa difficoltà la nostra economia e lo faranno anche in futuro”, ha
continuato il presidente.
Il Ticino è trainato dalla Svizzera oppure no?
“In realtà il Ticino non è mai stato trainato dalla
Svizzera. Il nostro Cantone ha dimostrato, dal punto di vista economico, di
saper tenere il passo di altre regioni elvetiche che si reputano più dinamiche.
Il nostro mercato ha una dimensione più piccola, è vero, ma questo non
significa che non sia sufficientemente all’avanguardia per quando riguarda il
livello delle aziende, della tecnologia e degli investimenti”, ha risposto
Gehri.
I posti di lavoro scricchiolano vista la situazione economica?
“L’inchiesta mostra che le aziende ticinesi fanno molto
affidamento sul personale e questa è una risorsa fondamentale secondo le 250
realtà interpellate. La maggior parte di loro ha detto di voler mantenere o
incrementare il personale per far fronte alle difficoltà che si stanno
manifestando sul mercato. Questo mostra che c’è una presa di coscienza, c’è una
responsabilità sociale e comunitaria che va sottolineata. Non solo, i settori
che possono permetterselo aumenteranno gli stipendi ai propri dipendenti per
far fronte all’inflazione. Non tutti purtroppo, perché c’è chi è in difficoltà
e non può permetterselo. Soprattutto quelle realtà confrontate con la
concorrenza estera perché il franco forte è un problema per chi lavora nel
settore dell’esportazione”, ha aggiunto il presidente della Camera di commercio
del Canton Ticino.

