Inquinamento
Misure antismog in Lombardia, in Ticino dati non allarmanti
Redazione
18.02.2023 11:05

La Lombardia detiene il triste record di regione più inquinata d’Europa, tanto che sono scattate misure contenitive. Nel nostro cantone la situazione è sotto controllo. Michele Fasciana: "Questo inverno registriamo ottimi valori, forse i migliori".
L’aria più inquinata d’Europa si trova in
Lombardia. Lo ha rilevato un recente report, denominato Mal’aria di città,
pubblicato giorni fa da Legambiente. A causa di questa situazione venerdì 17
febbraio sono scattate misure antismog in alcune città lombarde e rispettive
province - tra cui Milano, Monza, Lodi, Mantova e Cremona - per il superamento del
limite giornaliero del livello di Pm10 di 50 µg/m³ per più giorni. Vista la
vicinanza geografica abbiamo cercato di capire se e in che modo questo possa
influire sulla qualità dell’aria in Ticino.
Valori non allarmanti
La
situazione è sotto controllo, ci rassicura Michele Fasciana, capoufficio dell’aria,
del clima e delle energie rinnovabili. “Siamo a due passi dalla Lombardia e in determinate
situazioni potremmo subirne le conseguenze, ma non è questo il caso”, spiega a
Ticinonews. “Il Cantone continua a monitorare la situazione e durante questa
stagione invernale abbiamo registrato ottimi valori, se non addirittura forse i
migliori (non ci sono ancora i dati definitivi, ndr.). Abbiamo un limite giornaliero di 50 microgrammi di polvere. A Chiasso siamo a 54, a Mendrisio 50. Siamo ben lontani
dalla soglia d’informazione, nonostante siamo nel periodo più critico dell'anno”.
Una fotografia dunque positiva anche per il Mendrisiotto, distretto influenzato
sicuramente da ciò che avviene oltre confine, ma non solo. “Il Mendrisiotto è
la regione più toccata, ma è legata alla conformazione del territorio, dell'utilizzo
del traffico e dell’industria. Entra poi in gioco anche il parco immobiliare”.
Niente misure di urgenza
Nonostante
le poche precipitazioni e il clima secco, la situazione non è dunque
allarmante. La ragione risiede nell’assenza dell’inversione termica, quel
fenomeno per cui viene a crearsi una stratificazione dell’aria che ne impedisce
il rimescolamento. Al momento, dunque, non sono previste misure d’urgenza. “Quando
i valori superano in modo decisivo i valori limite vengono introdotte misure
d'urgenza, come la limitazione di velocità dei veicoli, il divieto di accendere
fuochi all'aperto e l’abbassamento delle temperature. Non siamo a questi
livelli e non prevediamo di arrivarci neanche nei prossimi giorni”, conclude
Fasciana.

