Aperture
Negozi: "Un Ticino più vivo, ma non sulle spalle del personale"
Redazione
20.10.2022 07:04

Foto: ©Chiara Zocchetti
La decisione presa ieri dal Gran Consiglio relativa all'apertura prolungata dei negozi non ha fatto mancare le reazioni di negozianti e cittadini. Se da un lato alcuni sono d'accordo, dall'altro c'è chi la ritiene una decisione rischiosa per i dipendenti.
È uno dei temi
caldi della politica ticinese, ma non solo. La spaccatura si è creata sui
banchi del Gran Consiglio e tra i diretti interessati: i commercianti del Cantone.
Ci riferiamo all’iniziativa del PLR sulla modifica delle Legge sull’apertura
dei negozi accettata dal Gran Consiglio nella seduta di martedì con 51 voti favorevoli, 31 contrari e 1 astenuto. La
proposta liberale, ricordiamo, è stata lanciata il 31 maggio 2021 e sostanzialmente
chiedeva di prolungare l’orario d’apertura dei commerci fino alle 19:00 durante
i festivi non parificati alla domenica, aumentare da tre a quattro le aperture
domenicali e incrementare da 200 a 400 metri quadrati la superficie dei negozi
che possono tenere aperto la domenica nelle zone turistiche. Nulla è
ancora detto, perché la sinistra e parte del mondo sindacale non hanno infatti
escluso di lanciare il referendum. Unia e Ocst hanno convocato per
oggi una conferenza stampa nella quale prenderanno posizione sulla prevista
estensione del lavoro domenicale e festivo.
Il pensiero dei commercianti e popolazione
Favorevoli e contrari, come detto, ci sono
sia sui banchi del parlamento sia tra i diretti interessati. “Lugano è una
città turistica, dovrebbe aprire al mondo”, afferma a Ticinonews un’esercente. “Non
ha senso tenere aperti più a lungo, chi vuole fare acquisti viene già in
negozio con questi orari. Ci vogliono più eventi per attirare più persone”,
ribatte una commerciante. “Prendiamo l’esempio di Ponte Tresa: la domenica ci
sono persone nei negozi, nei bar. È viva ed è così che deve diventare Lugano”,
spiega un’altra.
La preoccupazione per il personale
Oltre alla
sinistra, a parte de Il Centro e ai sindacati, anche alcuni commercianti sono
preoccupati per la situazione in cui dovrebbero lavorare alcuni colleghi. “Se
una persona dovesse dire di non essere disponibile a fare certi turni, c’è il
rischio che venga licenziata”, afferma un esercente, il quale conclude dicendo
che “nei piccole negozi i dipendenti devono poter discutere apertamente con i
titolari per organizzare i turni”.
“Più negozi aprono e più funzioneranno le domeniche”
Per Rupen
Nacaroglu, presidente della Società dei commercianti di Lugano, “aumentando l’area
del negozio da 200 a 400 mq ci saranno più negozi che potranno aprire, di
conseguenza più attività saranno aperte e più funzioneranno le aperture domenicali
e quelle speciali. I commerci possono ora muoversi liberamente”.

