La votazione
Neutralizzazione aumento valori di stima, raccolte oltre 16mila firme
Ginevra Benzi
20.01.2023 18:14

Foto: © Scolari
Venerdì 27 gennaio verranno consegnate a Bellinzona oltre 16'000 firme a sostegno dell’iniziativa popolare “Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima”, i cui promotori sono un 4x4 composto da quattro deputati dei partiti borghesi ticinesi.
Fra non molto le
cittadine e i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi in votazione popolare
sulla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima. Un voto garantito in
quanto riguarda una modifica costituzionale, su cui ad oggi sono state raccolte
oltre 16mila, che verranno consegnate a Palazzo delle Orsoline il prossimo 27
gennaio. A comunicarlo sono gli stessi promotori dell’iniziativa, un 4x4 composto da quattro
deputati dei partiti borghesi ticinesi (UDC, Il Centro, Lega, PLRT), i
quali sono felici di affermare che “a dimostrazione del successo, si pensi che
ne sarebbero bastate 10'000 e invece stiamo ancora ricevendo delle firme verificate
dalle cancellerie comunali”. Ulteriori sottoscrizioni potranno essere consegnate fino al
3 febbraio.
Cosa prevede l’iniziativa
L’iniziativa in
questione propone l’inserimento nella Costituzione cantonale di un nuovo articolo:
“La revisione generale ricorrente dei valori di stima immobiliare non
può comportare nel complesso un aumento automatico del gettito dei tributi
pubblici, né una riduzione automatica delle prestazioni, degli aiuti e dei
sussidi erogati nell’ambito del perseguimento degli obiettivi sociali”. Una
modifica che “non solo causa un voto popolare ora, ma che anche in futuro va a tutela
dei cittadini, qualora qualcuno intendesse cancellare il principio della
neutralità della revisione generale ricorrente”.
Le ragioni dei promotori e dei cittadini firmatari
Fra le ragioni per cui i promotori e gli oltre 16mila
firmatari chiedono il voto popolare sono sette. La prima riguarda il fatto che
la revisione generale delle stime “non deve servire a fare cassetta e a far saltare
prestazioni sociali”; stime che – seconda ragione – rischiano “concretamente di
raddoppiare”. Ad oggi queste dovrebbero essere pari almeno al 70% del valore di
mercato dell’immobile, ma in Ticino sono attorno al 45%: “un adeguamento delle
stime senza misure compensatorie genererebbe, secondo calcoli preliminari, oltre
400 milioni di franchi annui di imposte aggiuntive solo per possedere una casa o
un appartamento”. Inoltre – terza ragione – le stime “non hanno solo
conseguenze fiscali, impattano anche l’attribuzione delle rendite complementari,
dei prestiti di studio, delle rette di casa anziani e non solo”, a cui si aggiunge
il fatto che – quarta ragione – “migliaia di persone potrebbero essere punite per
il solo fatto di vivere in casa propria o di possedere immobili, anche nelle
valli, spesso ereditati”. A sostegno del fatto che serva al più presto una base
legale per proteggere i cittadini – quinta ragione – i promotori sottolineano
come “la revisione generale è un atto amministrativo che non passa dal
Parlamento”. Il divieto di maggiori prelievi e di riduzione delle prestazioni
sociali – sesta ragione – “non va solo a vantaggio dei proprietari immobiliari,
ma anche degli inquilini"; il proprietario potrebbe infatti “riversare sugli
inquilini i maggiori costi di cui soffrirebbe”. Infine – settima e ultima ragione – “l’iniziativa
difende anche le imprese, impedendo un aumento automatico dell’imposta immobiliare”.
Pamini: “Circa 20 leggi toccate dalle stime immobiliari”
“Era un tema molto tecnico e difficile da spiegare quando si
raccoglievano le firme”, spiega il granconsigliere Paolo Pamini, primo promotore
dell’iniziativa. Non appena si entra nel merito “non ci sono soltanto gli aspetti
fiscali del previsto raddoppio delle stime immobiliari, quindi un raddoppio
delle imposte sulla sostanza per chi ha casa, ma anche gli aspetti sociali”. Aspetti
quest’ultimi che possono essere esemplificati con il calcolo delle rette delle
case per anziani o le borse di studio, ma non solo. “Ci sono veramente una
miriadi di leggi, circa 20, che sono impattate dalle stime immobiliari”
Un lavoro “enorme”
E proprio perché le ripercussioni del valore di stima di
un’abitazione sono numerose, il lavoro di applicazione di una tale norma
costituzionale sarebbe non da poco. “È un lavoro enorme. Il Governo e l’amministrazione
già ci stanno lavorando ed è il motivo per cui abbiamo scelto un articolo
costituzionale”. Da lì si irradierebbe di fatto il principio su tutte le leggi
impattate “e l’applicazione durerà probabilmente per anni”. Gli iniziativisti,
infine, sostengono che la nuova norma andrebbe beneficio di tutta la
popolazione e non solo dei grandi proprietari immobiliari.

