Locarno-Muralto
No al nodo intermodale, de Dea: “Contenti per l’unità del risultato”. Caprara: “Non sarà semplice riprendere il discorso”
Redazione
16.06.2025 20:50

Reazioni opposte dopo la bocciatura espressa alle urne dai cittadini. La copromotrice del referendum: "Tutti i locarnesi che conoscono la zona hanno percepito quale sarebbe stato il pericolo". Il copresidente del comitato interpartitico per il "Sì": “Il tutto sarà rinviato 'a sine die'".
L’ultimo
treno è partito e chissà quando tornerà. I pochi ticinesi che ieri hanno
imbucato la busta, hanno deciso che il progetto del nodo intermodale della
stazione FFS di Locarno-Muralto, era da infilare nel tritadocumenti. Una
sentenza senza appello, da un Locarnese tinto di rosso, che lascia molto
sodisfatti i sostenitori del referendum “Salva Viale Cattori”. “Siamo molto contenti, soprattutto per questa unità del
risultato, perché tutti i Comuni hanno reagito nello stesso modo", afferma ai microfoni di Ticinonews la copromotrice Renza de Dea. Questo “ci ha dato conferma che abbiamo colpito nel segno. Sicuramente tutti i
cittadini che conoscono questa zona hanno ben percepito quale sarebbe stato il
pericolo”.
Caprara: "Vedo anche una certa sfiducia"
Per
quanto il "no" l’abbia spuntata per soli 102 voti, il Locarnese è stato chiaro e
una sonora bocciatura è arrivata proprio dal comune di Muralto. “La delegazione delle autorità aveva approfondito tutta una serie di
questioni arrivando a maturare il
convincimento che questa fosse l'unica variante possibile, con una
proposta di un possibile studio su una variante alternativa 1A che invece in Consiglio comunale non ha trovato la maggioranza", spiega il copresidente del comitato interpartitico “Sì alla porta d’accesso del Locarnese” Bixio Caprara. "A me sembra
di leggere, in questa situazione, anche una certa sfiducia verso il Comune di
Muralto”.
Una lettera al DT
Il
treno è partito, ma secondo i referendisti tornerà prima di quanto si pensi, anche grazie a una loro personale iniziativa. “Scriveremo a brevissimo una
lettera al Dipartimento del territorio, al quale chiederemo di rendersi attivo per districare questa matassa", rileva de Dea. "Il fatto che si dica che ci vuole così tanto tempo per trovare una soluzione
non è assolutamente corretto. Bisogna semplicemente mettersi a
lavorare e rimboccarsi le maniche”. È meno
ottimista Caprara, sia sulle tempistiche sia sul finanziamento di Berna, che cade automaticamente con la bocciatura del progetto. “Il tutto sarà rinviato 'a sine die', e sappiamo tutti che la Confederazione è in una
situazione di risparmio. Sta rivedendo le percentuali di contributo anche per
questi progetti e quindi non sarà sicuramente semplice riprendere il filo del
discorso”.

