Viabilità
Nodo intermodale di Locarno, "si è scelto lo studio più penalizzante per il territorio"
Redazione
20.05.2025 14:06

Il comitato “Salva Viale Cattori” ha riaffermato oggi la propria posizione in vista del voto del 15 giugno. "Le criticità esistenti possono venir risolte facilmente con una spesa contenuta. Lo spazio e le soluzioni non mancano”.
“Nessuno è contrario alla sistemazione
del nodo intermodale alla Stazione FFS di Locarno-Muralto”. Anzi, “di fronte
all’incapacità politica di portare a termine dopo 10 anni una pianificazione in
gran parte già in esercizio, non possiamo che essere i primi a volerlo”. È
quanto ha ribadito con fermezza questa mattina il comitato “Salva Viale Cattori”
in occasione dell’incontro con i media svoltosi a Muralto. “Il
referendum – ricorda il comitato – blocca i sussidi federali. Dovesse vincere
al voto, questi resterebbero vincolati allo scopo originario”. Pertanto “a
questo stadio è certamente ingiustificata e fuorviante la pressione sul rischio
di perderli”.
“Non è necessario uno stravolgimento radicale della percorrenza”
La situazione attuale “funziona molto
bene e garantisce come gli altri centri ticinesi un efficiente e comodo
collegamento al resto del cantone”, si legge in un comunicato stampa. “Non
manca nulla per essere all’altezza delle altre stazioni principali”. Sono necessari un ammodernamento ed eventualmente un ampliamento, “che però non richiedono uno
stravolgimento radicale nella percorrenza e stazionamento dei mezzi pubblici”.
Le criticità esistenti “possono venir risolte facilmente con una spesa
contenuta. Lo spazio e le soluzioni non mancano”.
Le argomentazioni
Tra le “spinosità” del progetto
evidenziate dal comitato figura il fatto che tra i quattro studi arrivati in finale è stato scelto quello “più impattante e
penalizzante per territorio, ambiente e sicurezza”, la richiesta di 17 milioni ai
contribuenti “ che risulteranno insufficienti vista la più volte dimostrata
incapacità di fare i preventivi in Ticino” e l’aumento dei semafori con
conseguente peggioramento “del già caotico traffico di transito”.
Le preoccupazioni
Altre criticità evidenziate concernono
il fatto che lo studio scelto “non comprende l'autosilo - che vedrà la luce solo fra
5 o 10 anni - e crea una pericolosa zona incontro attraversata da un groviglio
di utenti”. Inoltre, “l’incolumità dei pedoni e la mobilità lenta sono poste in
secondo piano”. Non solo: il progetto “compromette tutte le
manifestazioni al lago, in quanto il percorso dovrà essere sempre garantito, e declassa
a squallido e pericoloso corridoio di transito per mezzi pubblici un luogo del Locarnese
di valore, di forte attrazione turistica e frequentatissimo dalla
gente dell’intera regione”. I due anni e mezzo di lavoro, infine, “mettono a
rischio decine e decine di piccole e medie attività commerciali e centinaia di
posti di lavoro”.
“C’è chi non vuole vedere la soluzione”
Il “prevedibile e nefasto risultato”,
conclude il comitato, “viene camuffato da rendering irrealistici e
simulazioni pilotate, portando confusione e incertezza nei cittadini che hanno
più volte manifestato il proprio disappunto, senza peraltro venir minimamente
ascoltati”. La riqualifica e la valorizzazione del comparto “necessita di un
nuovo concetto che metta ordine e ne aumenti l’attrattività". Obiettivo "che di
certo non verrà raggiunto con lo scempio urbanistico che si vuole realizzare”. Votare
“no” (il 15 giugno, ndr) “significa dimostrare rispetto, oculatezza e senso
civico per la cosa pubblica. La soluzione l’abbiamo sotto gli occhi, ma c’è chi
ostinatamente non la vuole vedere”.

