Ticino
Nutri-Score, l'etichetta che divide
Redazione
12.06.2023 06:06

Il Consiglio degli Stati ritiene occorra mettere un termine all'utilizzo di Nutri-Score. L'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera Italiana: "Decisione preoccupante".
Si
chiama Nutri-Score ed è uno strumento studiato per orientare i consumatori
davanti agli scaffali dei supermercati. Il funzionamento è semplice e
intuitivo: un alimento (lavorato e preimballato) di qualità da un punto di
vista nutrizionale viene indicato con una ‘A’ verde. È il caso di cibi che
contengono frutta, verdura, legumi, alcuni oli, fibre e proteine. Al contrario,
il punteggio tende a spostarsi verso la ‘E’ rossa quando contiene più zucchero,
sale, grassi saturi e calorie.
“Campagne di disinformazione”
Tutto
bene, verrebbe da dire. Non per il Consiglio degli Stati, che con 33 voti
contro 8 ritiene occorra mettere un termine al suo utilizzo, giudicato
problematico benché applicato dalle aziende su base volontaria. Una decisione valutata
deplorevole e preoccupante dall'Associazione consumatrici e consumatori della
Svizzera Italiana. “Siamo molto delusi da questo voto. Siamo consapevoli che diversi
gruppi di interesse ostili a Nutri-Score si stanno muovendo a Berna da diversi
mesi e purtroppo il loro lavoro di lobbying sta dando i suoi frutti”, spiega a
Ticinonews il giornalista de La Borsa della Spesa Ivan Campari. “Sono anni che
sosteniamo Nutri-Score, perché siamo a favore della trasparenza, in modo che il
consumatore possa fare scelte libere e informate”. Da tempo però “dobbiamo scontrarci
con campagne di disinformazione tramite le quali questa etichetta viene
presentata come se costituisse chissà quale pericolo, con argomentazioni
costruite ad arte ma anche hanno un ampio sostegno economico dietro”.
Criteri troppo “semplicistici?”
Nutri-Score
non sostituisce la piramide alimentare, ma è uno strumento che facilita la vita
dei consumatori e fornisce loro un’informazione rapida “basata su criteri
scientifici”. Criteri scientifici giudicati tuttavia troppo semplicistici dal
senatore sangallese Benedikt Würth che, intervenuto a nome della commissione,
ha sottolineato come in materia di salute, l'elemento decisivo resti
un'alimentazione equilibrata. Non occorre quindi considerare ogni alimento in
modo isolato. Critiche respinte al mittente da Campari. “La piramide alimentare
rimane uno strumento fondamentale. Non è che NutriScore debba essere l’unico
criterio di scelta; serve per confrontare prodotti della stessa categoria, non
una coca cola con un prosciutto, bensì uno yogurt con uno yogurt”, precisa il
giornalista.
"Tutto sta nella quantità"
Ed
è proprio un prodotto caseario, il formaggio, ad essere stato preso ad esempio
da Würth il quale, oltre che senatore, è presidente dell'Associazione svizzera
dei DOP-IGP. Contenendo molti grassi, uno degli alimenti naturali svizzeri per
eccellenza viene particolarmente penalizzato dal Nutri-Score. Al contrario di
altri altamente trasformati o contenenti additivi e che talvolta ricevono una
valutazione migliore. Obiezione, questa, parzialmente accolta da Campari. “È
utile ricordarlo: non è che alcuni prodotti fanno male o non bisogna mangiarli,
ma tutto sta nella quantità. NutriScore ci rende attenti che quando consumiamo un
certo tipo di prodotto, stiamo magari assumendo molti zuccheri e diversi grassi”.
Ciò non significa che non si possano mangiare questi alimenti, “ma che bisogna cercare di gestire le quantità”,
conclude Campari.

