Vendemmia
Pigiatura dell'uva, per i bianchi quantità minori ma di ottima qualità
Redazione
20.09.2024 07:55

Nonostante la meteo e l’estate tropicale, quella del 2024 è stata una buona annata. Tettamanti (Cantina Fumagalli): "Viste le premesse, la qualità è insperata. Siamo di fronte a uve molto belle".
Una maturazione un po’ più
tardiva rispetto agli altri anni, ma di ottima qualità. La vendemmia di uva
bianca è terminata da pochi giorni e ieri, alla Cantina Fumagalli di Balerna,
le macchine per la pigiatura viaggiavano a pieno regime per la prima parte di
lavorazione. I vigneti del nostro cantone, infatti, hanno dato ottimi frutti,
anche se in quantità minore rispetto allo scorso anno. “La primavera ha influito
un po’ e le viti hanno fiorito in un clima piuttosto umido e freddo, così qualche
fiore ha fecondato meno”, spiega a Ticinonews l’enologo e responsabile della
cantina Francesco Tettamanti. Mediamente “possiamo calcolare un terzo in meno
rispetto a un’annata normale. Questo però non è stato un male: il ritardo nella
maturazione ha favorito la maturazione stessa, essendoci meno uva”. Viste le premesse "la qualità è insperata. Siamo di fronte a uve molto belle, con delle gradazioni
davvero buone”.
Il ruolo decisivo del meteo
Insomma, non tutto il male
vien per nuocere, come d’altronde anche il meteo che, pur avendo messo alla
prova i viticoltori in primavera e in estate, queste ultime settimane è stato
di fondamentale importanza per la maturazione. “Questa alternanza tra notti
fredde e giornate molto miti ha favorito la produzione di aromi e la maturazione
in generale”, prosegue Tettamanti. Il vento degli ultimi giorni, inoltre, “ha permesso
di asciugare le uve, che si erano un po’ intrise d’acqua con le forti
precipitazioni della scorsa settimana. Devo dire che questi ultimi giorni sono
stati un toccasana”.
La lavorazione
I bianchi attesi non sono forse
strutturati come quelli degli ultimi anni, “ma caratterizzati da grande
finezza, con un’aromaticità e una mineralità molto spiccate”. Tornando al processo di lavorazione, dopo la pigiatura i grappoli vengono pressati, per fare in modo che il mosto si separi
dalle bucce. Il mosto limpido "viene poi travasato in un’altra botte, dove vengono
aggiunti i lieviti, dopodiché comincia la fermentazione, che dura una decina di giorni. A quel punto il bianco tradizionale è quasi pronto, mentre per quello in legno la
produzione è un po’ più lunga”, conclude Tettamanti.

