Inflazione percepita
Prezzi: il Ticino soffre di più, ma di poco
Redazione, Keystone-ATS
22.11.2022 11:52

Foto: © Chiara Zocchetti
Secondo uno studio effettuato da Comparis, l'inflazione percepita in Ticino è del 3.2%, contro il 3.1% delle altre principali zone del paese. Incremento superiore alla media per i prodotti della colazione.
Il Ticino resta la zona della Svizzera
che soffre maggiormente per l'aumento dell'inflazione, ma il divario con le
altre regioni linguistiche sta sensibilmente calando: è l'indicazione forse più
interessante che emerge da un'indagine di Comparis, che insieme al Centro di
ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) calcola un
indice dei prezzi al consumo (IPC) in grado di mostrare il rincaro veramente
percepito.
I prezzi dei beni consumati regolarmente
Il dato in questione considera
esclusivamente l'andamento dei prezzi dei beni consumati regolarmente dalla
popolazione, rimuovendo i fattori di contenimento dell'inflazione come gli
affitti o i beni durevoli, spiega la società di confronti in internet Comparis
in un comunicato odierno. Quanto emerge si discosta quindi dal rincaro
ufficiale che viene calcolato dall'Ufficio federale di statistica (UST) e che
fa stato in numerosissime situazioni (per esempio nell'adeguamento di rendite,
pigioni, alimenti).
Il rincaro si è stabilizzato a ottobre
L'IPC elaborato secondo la metodologia
Comparis/KOF mostra in ottobre una progressione annua del 3.2% a livello
nazionale. Il dato è da mettere in relazione con l'indice dei prezzi al consumo
dell'UST, che fa stato di un incremento del +3.0%. In confronto a settembre
entrambi gli indici sono rimasti fermi. "Dopo due mesi di lieve calo
dell'inflazione, in ottobre il rincaro si è stabilizzato oltre il 3%",
osserva Michael Kuhn, esperto Comparis in finanze, citato nella nota.
"Tuttavia la popolazione è preoccupata per le proprie finanze, soprattutto
a causa dell'aumento medio dei premi di cassa malati del 6.6% annunciato per il
2023", ricorda l'esperto, che fa anche rifermento a un recente sondaggio:
una persona su tre in Svizzera si aspetta un peggioramento della propria
situazione finanziaria rispetto all'anno precedente.
Colazione più cara
Tornando all'inflazione, ad essere
salito in ottobre - rispetto allo stesso mese del 2021 - è in particolare il
costo di nove prodotti tipici della colazione, con una progressione in media
del 5.5%. La popolazione deve spendere molto di più per burro (+10.7%),
margarina, grassi e oli commestibili (+8.9%), caffè (+7.0%), latte, formaggio e
uova (+5.9%), nonché tè (+3.4%). Nel confronto con il 2000 la spesa per il
primo pasto della giornata è salita di oltre l'11%. "Da anni i prezzi dei
prodotti tipici per la colazione crescono più di quelli dell'intero paniere:
questi aumenti pesano soprattutto sui bilanci delle famiglie a basso
reddito", osserva Kuhn.
Aumento vertiginoso per l'energia
Ma a salire in modo vertiginoso sono
soprattutto i prezzi dell'energia per il riscaldamento (gas, olio combustibile,
legna da ardere e teleriscaldamento): +9% su settembre, +56% su base annua e
+203% dal 2000. "In ottobre, in particolare, l'olio combustibile ha subito
un forte rincaro, annullando così il leggero calo registrato in
settembre", afferma Kuhn.
Ticino: 0.1% in più
Il rincaro ha colpito soprattutto le
coppie over 65 senza figli, che attualmente percepiscono un tasso del 3.6%
rispetto all'anno scorso. Si sta invece pian piano uniformando l'inflazione
percepita fra le varie regioni linguistiche: in ottobre l'indice IPC si è
attestato nella Svizzera italiana a 105.3 punti, un livello di poco superiore
ai 105.0 punti della Svizzera tedesca e della Romandia. L'inflazione percepita
in Ticino si è così attestata al 3.2%, contro il 3.1% delle altre due
principali zone del paese.

