Ambiente
Protezione del clima, il Ticino ai piedi della scala
Redazione
28.08.2024 05:57

Il nostro Cantone occupa una delle posizioni più basse nella classifica nazionale. Maggi (WWF): "A livello di immobili dobbiamo essere più ambiziosi".
È una brutta caduta quella del Ticino in materia di protezione del clima.
Nella classifica a livello nazionale, il nostro Cantone è passato da metà graduatoria
ai piedi della scala, ovvero al 23esimo posto, dietro al Canton Vaud e davanti ad
Argovia. È quanto emerge da un recente studio del WWF Svizzera. Una rapida
discesa dovuta a quelli che vengono definiti “inaccettabili ritardi accumulati
dal nuovo Piano Cantonale Climatico ed Energetico". “Il Ticino è rimasto un po’
fermo al palo - commenta Francesco Maggi, responsabile regionale WWF Svizzera
italiana -. Gli altri Cantoni hanno adottato ambiziosi piani climatici, mentre
noi da anni stiamo aspettando il PEC (Piano energetico cantonale), che finalmente
è arrivato sui tavoli della commissione del Gran Consiglio”. Adesso “aspettiamo
che il Parlamento si chini su questo progetto, in tempi auspichiamo relativamente
brevi, e lo renda ancora più ambizioso di quanto propone il Governo”.
“Mancano norme stringenti”
I Cantoni hanno infatti un ruolo decisivo nella protezione del clima e prendono decisioni indipendenti, in particolare nel settore dell’edilizia,
responsabile del 40% del consumo energetico svizzero e di quasi un quarto delle
emissioni di gas serra. Ed è proprio in questo ambito che il Ticino pecca
maggiormente. “A livello di immobili, dove si fanno degli importanti
investimenti che si ripercuotono per molto tempo, dobbiamo essere più ambiziosi”,
commenta Maggi. “Abbiamo molti incentivi e questo è positivo, però rispetto ad
altri Cantoni mancano delle norme maggiormente
stringenti”. Chi non è interessato agli incentivi, "continua ad esempio a sostituire le vecchie caldaie ad olio con nuovi
parecchi dello stesso tipo. Nel Canton Zurigo, invece, questo è proibito”.
L’elettro mobilità
C’è ancora molto da fare anche per l’elettro mobilità. Oltre ad aver tolto
gli incentivi per le auto elettriche, ci dice Maggi, il Ticino non impone
ancora un numero minimo di posteggi muniti di colonnina di ricarica negli
stabili, frenando così l’eventuale acquisto di questi veicoli da parte degli
inquilini. La nota positiva, forse l’unica, riguarda ancora gli incentivi. “In questo
senso si fa meglio rispetto a tanti altri Cantoni, ma purtroppo da soli questi
incentivi non bastano. Come dicevo, chi non è interessato continua a gravare
sul clima e sulla qualità dell’aria, e quindi sulla salute degli abitanti”. È molto
importante, ribadisce Maggi, “accompagnare gli incentivi con delle norme un po’
più stringenti”.

