Ticino
Rincaro affitti, l'ASI: "Berna ha agito in ritardo"
Redazione
24.11.2023 06:02

Le proposte formulate dal Consiglio federale per limitare gli aumenti nel medio termine non piacciono all’Associazione inquilini. Il presidente Adriano Venuti: "Misure insufficienti".
“Il Consiglio federale ha deciso di dimostrare interesse
verso il problema, ma lo fa in maniera insufficiente, perché agisce tardi, con
dei tempi troppo lunghi e con delle misure insufficienti”. Così Adriano Venuti,
presidente dell’Associazione inquilini per la Svizzera italiana, ha commentato ai
microfoni di Ticinonews la notizia di ieri relativa alla decisione del Governo di prendere delle misure mirate e a breve termine per
contenere i costi di locazione.
Perché le critiche
Salvo sorprese, dal primo dicembre il tasso ipotecario di
riferimento per l’adeguamento delle pigioni passerà dall’1.5 all’1.75%. Le
misure pensate dal Consiglio federale, invece, non saranno sottoposte a
consultazione prima dell’estate. Vi è poi un altro problema: “Le misure sono
insufficienti. Quella di introdurre maggiori informazioni sul modulo di inizio
locazione è praticamente inutile, in quanto questo documento è utilizzato solo
in 7-8 cantoni”, ha rimarcato Venuti.
La proposta
Per l’Associazione svizzera degli inquilini l’unica
soluzione è quella di sospendere da subito il sistema che lega l’ammontare
degli affitti al tasso ipotecario di riferimento. “Il sistema in questi anni
non sempre ha funzionato bene”, ha ricordato il presidente dell’Asi. “Quando
c’è stata la diminuzione di pigione, non sempre questa è stata riversata. Era un
po’ complicato fare la richiesta e ottenere la relativa riduzione”.
Il parere opposto
Il sistema nel suo insieme è invece difeso dal fronte
opposto: l’Associazione dell’economia immobiliare. Da un lato, ha spiegato
il segretario della SIT Alberto Montorfani, tutela gli interessi degli inquilini
con il diritto a contestare pigioni e disdette abusive; dall’altro, incentiva i
proprietari a costruire. “Una volta ai proprietari si diceva quali fossero i
costi, si stipulavano dei contratti per poterli coprire, ma una volta fatto il
contratto, da lì in avanti l’aumento o la riduzione dovevano seguire l’evoluzione
di questi costi”, ha affermato Montorfani. “Credo che questo sia un valore che
il Consiglio federale non vuole mettere giustamente in discussione per
principio, ma intende semplicemente dire alle parti che se si ritiene che vi
siano oggi delle contingenze per cui c’è qualcosa da ripensare, lo si può fare,
ma senza buttare via il bambino con l’acqua sporca”.

