Ticino
Ristorazione, «peculiari problematiche» a livello di sicurezza alimentare
Red. Online
09.02.2026 12:07

Foto: Shutterstock
Il 21% dei campioni analizzati dal Laboratorio cantonale ha mostrato il superamento di uno o più valori microbiologici indicativi per la verifica della buona prassi procedurale
Dal punto di vista della sicurezza alimentare, il settore
della ristorazione ticinese presenta delle problematiche, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti
microbiologici. Stando a quanto riferisce il Laboratorio cantonale, nel corso del
2025 sono stati prelevati 408 campioni di alimenti pronti al consumo presso 189
aziende attive nella ristorazione distribuite su tutto il territorio cantonale.
L’attenzione dei prelievi e dei parametri di analisi si è concentrata prevalentemente
su quelle derrate alimentari che in base all’esperienza vengono ritenute più
problematiche. Questi risultati «non
possono perciò essere considerati rappresentativi della situazione generale sul
mercato ticinese».
I risultati
In nessun
campione è stata riscontrata la presenza di batteri patogeni quali «Salmonella spp.» o «Listeria monocytogenes» al di sopra dei limiti di legge. Il 21% dei campioni analizzati ha tuttavia
mostrato il superamento di uno o più valori microbiologici indicativi per la
verifica della buona prassi procedurale. La maggior parte dei risultati non
conformi, si legge in una nota stampa, era dovuto a un’eccessiva presenza di germi aerobi mesofili e/o di Enterobatteriacee. Una
presenza eccessiva di questi microrganismi non comporta di norma un pericolo
diretto per la salute del consumatore, «ma è indice di lacune nei processi
produttivi o di conservazione dei prodotti». Alcuni esempi sono uno stoccaggio
della derrata alimentare troppo prolungato o temperature di raffreddamento o di
conservazione non adeguate.
Il dato
Tuttavia, in cinque dei campioni risultati non conformi è stata riscontrata una presenza massiccia
di «B. cereus» e, in
uno di questi, anche di Stafilococchi coagulasi-positivi. Questi sono gruppi di
batteri potenzialmente in grado di causare tossinfezioni alimentari e una loro
elevata presenza indica uno stato di deterioramento della derrata tale da considerarsi non idonea al consumo umano e di conseguenza non sicura.
I prodotti risultati non conformi erano spätzli, cous cous, passato
di verdura, gamberoni con verdure e verdure cotte. Queste «erano state
probabilmente sottoposte a un processo di raffreddamento o di stoccaggio a
temperature non corrette». In questi casi, oltre alla procedura amministrativa,
è stata avviata anche una procedura contravvenzionale nei confronti del
responsabile dell’attività.
Andamento costante
Se si confrontano i dati di questa campagna con quelli
degli anni scorsi «si può notare che la percentuale di non conformità rimane
piuttosto costante».

