Ticino
“Si crei un abbonamento per giovani per un accesso all’informazione regionale”
Redazione
14.03.2025 15:19

Una mozione interpartitica chiede al Consiglio di Stato di elaborare un progetto in tal senso. "I ragazzi utilizzano raramente fonti di informazione".
Elaborare un
progetto, in accordo con le testate quotidiane ticinesi a pagamento, per la
creazione di un “abbonamento all’informazione” a favore dei giovani
maggiorenni fino a 26 anni residenti in Ticino. È la richiesta formulata al
Consiglio di Stato in una mozione interpartitica firmata da diversi granconsiglieri.
“Il
tema dell’accesso dei giovani all’informazione è di grande attualità e viene
dibattuto in molti ambiti”, si legge nel documento. “Il predominio sempre
maggiore dei social media pone un problema maggiore: l’accesso all’informazione
è limitato dai formati dominanti nei social media e dal predominio in questo
settore delle grandi corporation globali”. Un fenomeno “che crea un sistema di
informazione sempre più difficile da decifrare ed espone a rischi di
manipolazioni”.
Il fenomeno delle "bolle"
In Svizzera, "quasi un terzo dei giovani ha poco o
nessun interesse per le notizie". Diversi studi mostrano come gli eventi
mondiali quotidiani sono di secondaria importanza per ragazzi e ragazze, "che
utilizzano raramente fonti di informazione e sviluppano quindi un’alfabetizzazione
limitata nell’affrontare e nell’elaborare le notizie, ciò che a sua volta li
rende più soggetti/vulnerabili alla disinformazione”. Vi è poi il fenomeno delle “bolle”, dentro le quali si
tende a navigare, orientati e diretti dagli algoritmi che portano ad avere
contatti e informazioni che vanno solo nella direzione di confermare le proprie
opinioni o il proprio credo, senza aprirsi al confronto. In questo contesto “perdono
sempre più peso l’interesse e l’attenzione per i temi politici e sociali di
valenza nazionale o regionale. Questo è un pericolo per
l’informazione e, in ultima analisi, per l’esercizio della democrazia”.
Situazione difficile anche per i quotidiani ticinesi
Il fenomeno sopracitato si intreccia con le difficoltà dei
giornali, "confrontati con una crisi delle entrate pubblicitarie e con gli
inserzionisti che si rivolgono sempre più verso il mercato dell’online. In questi anni sia il Corriere del
Ticino sia La Regione hanno dovuto ridurre gli effettivi, "con una
conseguente penalizzazione dell’offerta giornalistica. Un prezzo pesante per
i collaboratori colpiti dalle misure di ristrutturazione, ma
anche per il pubblico, privato di una parte dell’offerta". Di fronte a
queste situazioni, "riteniamo sia urgente intervenire per lo meno con misure che
diano un piccolo contributo sia incentivando la popolazione giovanile ad
accedere all’informazione di qualità che abbia un occhio attento all’attualità
nazionale e regionale, sia dando un po’ di fiato alle finanze delle due
testate quotidiane ticinesi".
La proposta
Con questa
mozione si chiede dunque al Consiglio di Stato di elaborare un progetto di
“abbonamento all’informazione”, ispirandosi al modello di quello generale
per la cultura per i giovani fino a 26 anni. Si tratterebbe di costruire un accordo con le testate quotidiane a
pagamento (Corriere del Ticino e La Regione) che preveda un abbonamento alla
versione online per giovani maggiorenni fino a 26 anni residenti in Ticino. Una
parte della sottoscrizione andrebbe finanziata dal fondo cantonale (80 franchi), il
resto dal beneficiario. Il costo di un abbonamento online varia da 120 franchi
per La Regione a 129 per il Corriere del Ticino.
Le richieste
Si chiede inoltre all'Esecutivo cantonale di stanziare un
credito annuale di almeno 290mila franchi (questa cifra "rappresenta un tetto,
oltre il quale il contributo all’abbonamento non viene più offerto); di elaborare una
campagna di informazione sui propri siti e social media, sollecitando anche i
Comuni a pubblicizzare l’iniziativa; di fornire una
valutazione annuale dell’operazione e di proporne l’eventuale rinnovo dopo tre
anni di esperienza.

