Viabilità
Sì da Berna al progetto PoLuMe, Zali: “Siamo soddisfatti”
Redazione
16.12.2022 21:15

Il Direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali ha accolto favorevolmente l’ok del Governo svizzero al progetto di potenziamento dell'A2 tra Lugano e Mendrisio. “Ulteriori 10 anni di attesa risultavano insopportabili”.
È notizia di oggi: il Consiglio federale ha dato luce verde
al progetto cosiddetto PoLuMe, il potenziamento dell'A2 fra Lugano e Mendrisio che
mira a decongestionare il traffico nel comparto, ma anche a migliorare la
qualità di vita della popolazione locale. Un via libera accolto favorevolmente dal
Consiglio di Stato ticinese. “Apprendo con soddisfazione questa notizia, frutto
di una trattativa con Ustra, che anticipa di circa 10 anni i tempi realizzativi
originariamente nei piani della Confederazione”, commenta il Direttore del
Dipartimento del territorio Claudio Zali ai microfoni di Ticinonews.
“Le capacità dei mezzi pubblici sono limitate”
Per chi crede che si debba ancora utilizzare l’automobile
in futuro, infatti, “altri 10 anni di attesa risultavano insopportabili”. Il
Cantone “cerca di mettere delle alternative di trasporto pubblico performanti”,
ma le capacità del mezzo ferroviario nell’ora di punta “sono comunque limitate
e non potrebbero assorbire questa enorme quantità di traffico neppure se tutti
volessero trasferirsi sul treno. E sappiamo che non è questo il caso”.
Le opere compensatorie
Il progetto prevede anche la realizzazione di un
semisvincolo a Grancia e di uno svincolo a Val Mara, in modo da sgravare le
strade cantonali e comunali della regione, ma anche la realizzazione di una
circonvallazione dei nuclei di Maroggia e Bissone. E, non da ultimo, la messa
in atto di misure di accompagnamento per la mobilità lenta. Opere che, secondo
Zali, contribuiranno a migliorare il territorio e quindi anche la qualità di
vita e la sicurezza dei residenti. “Cofinanziamo delle opere che avvantaggiano
anche la rete cantonale”, prosegue il consigliere di Stato. “Penso ad esempio
allo smantellamento del viadotto a Bissone. Anche in zona Lugano sud ci saranno
degli importanti vantaggi”. E per quanto riguarda le opere compensatorie, “sulle
quali insisteremo molto”, queste “devono far sì che l’opera abbia complessivamente
un bilancio ambientale positivo, altrimenti non viene autorizzata”.
Alcune cifre
Il progetto “si trova solo allo stadio generale, non tutto
è ancora definito nel dettaglio. Siamo in contatto con gli enti locali e ci sarà
spazio per presentare altre richieste e arrivare a un risultato il più soddisfacente
possibile”. L’investimento ammonta a circa 1,7 miliardi di franchi, di cui 84
milioni a carico del Ticino. I lavori potrebbero cominciare nel 2030 e avranno
una durata di 12 anni.
I contrari: “Non ci aspettavamo nulla di diverso”
Amareggiate, ma non sorprese, le associazioni che si
oppongono al progetto, secondo cui l’aumento della capacità dell’autostrada non
è la soluzione, né per quanto concerne la viabilità né a livello qualità di
vita o di sicurezza. “Non ci aspettavamo nulla di diverso”, commenta Caroline Camponovo
Berardi, segretaria dell’Associazione traffico ambiente. “Questi progetti di
ampliamento delle autostrade sono contenuti nei programmi di Ustra, che ha il
mandato dal Consiglio federale di risolvere i colli di bottiglia sulle autostrade”.
Era quindi “abbastanza scontato che le Camere lo appoggiassero”.
“Non è così che si risolvono i problemi”
Secondo l’Associazione, aumentare la capacità dell’autostrada
non è la soluzione, perché “incrementando la capacità in alcuni tratti, le
colonne vengono semplicemente spostate”. Inoltre, il dispendio di energia,
territorio e risorse “non è più compatibile con la situazione attuale. Non è quindi
costruendo o ampliando delle strade che si risolvono i problemi del traffico. La
risposta per migliorare la qualità della vita nel Mendrisiotto e nel Basso
Ceresio “non è certamente quella di aumentare il numero di automobili che transitano
in una regione che dal punto di vista dell’inquinamento fonico e dell’aria è
già fortemente compromessa”. E, infine, per quanto riguarda la sicurezza, “gli
incidenti gravi o mortali sulle strade svizzere non avvengono in generale sull’autostrada,
ma sui tratti cantonali e comunali. Se si vuole parlare di sicurezza, si deve intervenire
da un’altra parte”, termina Camponovo Berardi.

