Ticino
Sindrome sgombroide, segnalati sei casi di intossicazione nel 2024
Redazione
30.01.2025 15:32

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In due episodi è stato possibile prelevare delle porzioni di tonno, che hanno in seguito mostrato un contenuto non conforme di istamina. Gli interventi ispettivi hanno inoltre messo in luce delle carenze nella gestione di queste derrate.
Nel 2024 in
Ticino sono stati sei i casi segnalati di sindrome sgombroide, causata
verosimilmente dal consumo di piatti a base di tonno in aziende di
ristorazione. Quattro sono stati notificati al Laboratorio cantonale dagli
stessi clienti o dal personale medico che ha preso in carico i pazienti, mentre
altri due sono stati segnalati direttamente dagli esercizi coinvolti. In queste
situazioni, si legge in un comunicato del Laboratorio cantonale, è necessario intervenire
immediatamente per scongiurare l’eventualità che altri cittadini consumino il
medesimo alimento.
Le raccomandazioni
In due dei
casi segnalati è stato possibile prelevare delle porzioni di tonno, che hanno
in seguito mostrato un contenuto non conforme di istamina. Gli interventi
ispettivi hanno inoltre messo in luce “delle carenze nella gestione di queste
derrate”. Le raccomandazioni, valide per chi cucina in ristoranti, pizzerie,
Take Away e altri luoghi simili, ma anche per i consumatori, sono di conservare il tonno - ma anche sardine e alici -
nell’assoluto rispetto della catena del freddo (mai fuori dal frigorifero). Il
tonno fresco, così come in generale i prodotti freschi della pesca, “deve
essere conservato a temperature non superiori ai 2°C”. Occorre inoltre "utilizzare scatolame di ridotte dimensioni in funzione dell’uso e non
conservare quindi scatole aperte troppo a lungo a temperature non adatte; scongelare
in frigorifero e mai a temperatura ambiente; attenersi scrupolosamente alle
indicazioni del produttore circa le modalità e i tempi di conservazione".
Altri possibili casi
Oltre ai
casi di sindrome sgombroide, nel 2024 sono stati segnalati al Laboratorio
cantonale, da parte di consumatori, altri 12 episodi di presunta malattia di
origine alimentare (infezione, tossi-infezione, intossicazione). In seguito a
questi annunci, laddove possibile, “sono state condotte indagini
epidemiologiche e si è proceduto ad analisi microbiologiche o chimiche sui
campioni prelevati”. In nessuno di questi casi è stato possibile identificare
la fonte esatta dei sintomi. Ciò in particolare “a causa dell’assenza di
resti delle derrate sospette e/o di informazioni lacunose da parte dei
pazienti”. In una parte degli episodi, un’origine non alimentare - come può
essere ad esempio la trasmissione di Norovirus tra persone che vivono a
stretto contatto - "sembrava essere la spiegazione più probabile".
Intossicazioni tra le mura domestiche
Il
Laboratorio cantonale sottolinea anche che molte intossicazioni alimentari “avvengono
purtroppo in ambito casalingo". Derrate alimentari crude come la carne, il
pollame, il pesce, i frutti di mare, oppure frutta e verdura non lavate “possono,
per loro natura, essere contaminate da germi patogeni". Se gli alimenti non
sono preparati correttamente, "questi germi possono provocare nausea o altre
malattie”.
Come comportarsi in caso di intossicazione
A causa
delle svariate sostanze che possono essere veicolate da una derrata
alimentare, un'intossicazione può avere effetti molto diversi.
In ogni caso, si consiglia di consultare
il proprio medico e, in caso di crisi acute, di chiamare subito il 144 per
un intervento medico d’urgenza. Se l’intossicazione alimentare ha avuto
luogo in un esercizio pubblico ticinese o è stata causata da un prodotto
acquistato nel nostro cantone, la raccomandazione è di informare il
Laboratorio cantonale affinché possa effettuare le verifiche necessarie e
adottare le misure appropriate alfine di evitare che altre persone siano
toccate dal problema.

