Ticino
Slegare dalla politica la nomina dei magistrati "appare un'utopia"
Redazione
06.03.2024 14:50

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Una petizione firmata da Roberta Soldati e Marco Noi vuole allineare la prassi di nomina dei magistrati ticinesi a quella federale, chiedendo anche più spazio a coloro che non si riconoscono in nessun partito.
Roberta Soldati (UDC) e Marco
Noi (Verdi) chiedono nuovamente di rivedere la procedura di nomina dei
magistrati ticinesi usata dalla Commissione giustizia e diritti e dal Gran
Consiglio. Come ricordano i due firmatari della petizione, ad ogni nomina il
tema torna alla ribalta e trovare una modalità di assegnazione delle cariche
che sia "completamente slegata dalla politica appare pura utopia": ogni
soluzione proposta fino ad oggi ha sempre avuto una componente politica.
Allineare la prassi a quella federale
Finora si è seguita la modalità di
sostituzione più o meno sistematica di un magistrato appartenente alla stessa
fazione politica di chi lascia la carica. Allo stesso tempo è prassi che siano solo
nominati i candidati di un partito di Governo. Al contrario i giudici federali
sono nominati in base a tutti i partiti presenti in Parlamento e le cariche
sono assegnate "in funzione della forza di ogni partito presente in Parlamento". Prima di introdurre delle grandi riforme,
si possono mettere in atto dei correttivi: Soldati e Noi ritengono che il
Canton Ticino debba allineare la sua prassi a quella federale.
Delle cariche slegate dalla politica
In particolare, i due deputati sostengono
che nel Parlamento cantonale ci siano delle forze politiche che "rappresentano
in maniera significativa i cittadini ticinesi". Inoltre, come dimostrato dalle
ultime elezioni cantonali, molti elettori non si riconoscono in nessun partito
politico, e per questo anche le nomine dei magistrati devono tenere conto di
questo aspetto. In questo modo si renderà più attraenti le cariche in
magistratura a chi non è iscritto o non simpatizza con nessun partito.

