Ticino
Tagli alla Rsi, il Sindacato dei media: "Siamo preoccupati"
Redazione
17.09.2024 18:18

Foto: ©Gabriele Putzu
Secondo il SSM, oggi “si è aperta una nuova e difficile fase per il servizio pubblico radiotelevisivo, anche nella Svizzera italiana”.
Il sindacato Svizzero dei media, SSM, “è molto preoccupato”
per le misure di risparmio annunciate dalla Rsi e per le “inevitabili
conseguenze” che le stesse avranno sul personale nei prossimi anni. La Rsi, ricordiamo,
già dal prossimo anno è chiamata a risparmiare 5 milioni di franchi. Per
il 2026 i risparmi, imposti dalla diminuzione delle entrate pubblicitarie e
dalla riduzione del carovita, raggiungeranno almeno i 10 milioni di franchi.
Ciò corrisponderà al taglio immediato, per il 2025, di 15 posti di lavoro a
tempo pieno. Per il 2026, gli esuberi “saranno verosimilmente maggiori”, si
legge in un comunicato.
“Una nuova e difficile fase per il servizio pubblico radiotelevisivo”
Se per il
prossimo anno i licenziamenti veri e propri toccheranno, al massimo, cinque impieghi
(grazie alle fluttuazioni naturali e ai prepensionamenti), per l’anno seguente,
i margini per delle riduzioni senza licenziamenti “si faranno estremamente
esigui e lo saranno ancora di più negli anni seguenti”. In buona sostanza, oggi
“si è aperta una nuova e difficile fase per il servizio pubblico
radiotelevisivo, anche nella Svizzera italiana”.
“Una nuova iniziativa anti SSR”
Ma le insidie
non finiscono qui. All’orizzonte, dopo quella del 2018, si profila una nuova
iniziativa “anti SSR” (“200 franchi bastano”), che punta a “dimezzare le
risorse dell’azienda. Il popolo dovrebbe pronunciarsi su questo oggetto entro
il 2026, a meno che non venga lanciato da parte del Parlamento un
controprogetto che potrebbe allungare ulteriormente i tempi”. Per il personale
della SSR l’attesa “si potrebbe fare insostenibile”.

