Viabilità
Trasporti '45, la CIT: «Sorpresi e preoccupati per il declassamento della A2-A13»
Red. Online
06.02.2026 12:20

Foto: Rendering
La Commissione Intercomunale dei Trasporti del Locarnese e Vallemaggia auspica che si possa procedere entro il 2045 alla realizzazione di un progetto «atteso dalla regione da più di 60 anni, senza che questo vada a scapito di altre infrastrutture necessarie come il POLUME»
«Sorpresa e profonda preoccupazione». Sono i sentimenti
espressi dalla Commissione Intercomunale dei Trasporti del Locarnese e
Vallemaggia (CIT) «per il declassamento del collegamento autostradale A2-A13, ora
pianificato per l’orizzonte 2055 anziché 2045». La commissione trova altresì «alquanto
discutibile» la proposta di metterlo in competizione con il progetto POLUME. La
CIT reputa infatti fondamentale «realizzare il prima possibile entrambe le opere, per garantire uno sviluppo equilibrato del territorio e rispondere
alle esigenze di mobilità di tutta la popolazione cantonale».
Le motivazioni
Il Cantone, rileva ancora la commissione, «da anni si
ritrova con una rete stradale inadatta a rispondere alle esigenze del
territorio. È necessario procedere il prima possibile a risolvere la
problematica degli assi autostradali ticinesi, vettori anche dello sviluppo
economico della regione». La perizia del Politecnico federale di Zurigo, che ha
definito le priorità per la strategia Trasporti '45, «ha riconosciuto entrambi
i progetti come prioritari e da realizzare entro il 2045». Il collegamento
A2-A13 «è stato infatti valutato come vantaggioso, poiché risolve problemi di
capacità, riduce la congestione degli insediamenti, migliora la sicurezza e
riduce l’impatto paesaggistico e di consumo del territorio, affrontando così
una criticità strutturale di lungo periodo».
«Consenso trasversale»
La condivisione e il supporto della A2-A13 «sono ampi e
trasversali, coinvolgendo cittadini, enti locali e attori economici». Il
progetto «è condiviso anche con i vari attori presenti sul Piano di Magadino,
in particolare contadini e associazioni ambientaliste. È infatti reputato a
basso impatto paesaggistico, trovandosi in galleria per la quasi totalità del
percorso, ciò che permetterà di valorizzare l'intero Piano e aumentare la
qualità della vita in tutta la regione». Viene inoltre ricordato che il
Locarnese è l'ultimo agglomerato svizzero che non dispone di un collegamento
autostradale, «una lacuna infrastrutturale che penalizza in modo importante lo
sviluppo economico e la qualità delle vita nella nostra regione». La CIT, in
conclusione, «auspica che si possa procedere entro il 2045 alla realizzazione
di un progetto atteso dalla regione da più di 60 anni, senza che questo vada a
scapito di altre infrastrutture necessarie per il Cantone e coerentemente a
quanto già stabilito dalla perizia del Politecnico di Zurigo».

