Ticino
Votazione cantonale del 28 settembre, "no" delle Città alle due iniziative popolari
Redazione
03.09.2025 12:44

Secondo i Municipi dei cinque poli urbani, entrambe le proposte "chiamano in causa l’ente pubblico e le sue finanze e, ancora una volta, quelle dei Comuni".
Le Città di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e
Mendrisio sono contrarie alle iniziative in votazione popolare a livello
cantonale il prossimo 28 settembre. I cittadini
ticinesi, lo ricordiamo, saranno chiamati a esprimersi su due temi che ruotano attorno al
problema dell’incidenza dei premi dell’assicurazione malattia sulle economie
domestiche. La questione ha dato origine – da un lato –
all’iniziativa popolare legislativa “Basta spennare il cittadino, cassa malati
deducibile integralmente!”, e successivamente a quella “Esplosione premi di cassa malati: ora basta! (Iniziativa
per il 10%)”. Entrambe le proposte chiamano in causa l’ente pubblico e le
sue finanze, "e naturalmente ancora una volta (l’ennesima!), quelle dei
Comuni", si legge in una nota stampa congiunta.
I timori
L’aumento delle deduzioni fiscali ammesse per il pagamento dei premi
LAMal, che sarebbero integralmente deducibili dalla dichiarazione fiscale, “avrà
un effetto diretto anche sulle finanze comunali – oltre che su quelle cantonali
– già a partire dal 2026". L’impatto sui soli centri urbani del cantone “sarebbe
di almeno 20 milioni di franchi; va da sé che un impatto proporzionalmente
altrettanto importante si avrebbe anche per tutti gli altri Comuni ticinesi".
Tale ammanco "corrisponde a 4-5 punti di moltiplicatore, che i Comuni sarebbero
costretti a rivedere al rialzo per compensare le significative perdite".
Paura di un indebolimento dei poli urbani
In alternativa o in combinazione con l’aumento del
moltiplicatore d’imposta "si imporrebbe una riduzione dei servizi comunali
erogati in un momento in cui Città e Comuni sono chiamati a fornire nuove
risposte a domande sempre più complesse e crescenti da parte della popolazione, senza parlare del contributo ai progetti di varie regioni
del cantone", si legge ancora. Un periodo in cui "proprio le Città cercano di fare da ruolo trainante
nello sviluppo attribuito loro dalla politica cantonale anche attraverso le
aggregazioni". Il venire meno di importanti risorse in questa fase storica "indebolirebbe pertanto anche la capacità dei poli urbani di procedere con gli
investimenti in progetti ritenuti strategici".
La proposta socialista
L’iniziativa volta a limitare al 10% del reddito
l’incidenza massima dei premi di cassa malati "non mancherà di produrre a sua
volta significative ricadute negative sui bilanci comunali, per i noti e in
questi anni sempre attuati processi di riversamento di oneri dal Cantone sui
Comuni (rispettivamente sui cittadini dei Comuni)". In questo caso il Cantone "si
vedrebbe infatti privato di circa 300 milioni di franchi di risorse finanziarie che andranno giocoforza controbilanciati con misure a carico di cittadini sia a
livello cantonale che, appunto, tramite i Comuni". Per questi "fondamentali e
urgenti motivi", i Municipi di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio "invitano i cittadini a respingere queste iniziative".

