Ticino
Votazioni, le reazioni della stampa ticinese
Thomas Schürch
19.06.2023 07:06

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
I due quotidiani ticinesi, nei rispettivi editoriali, hanno dato ampio spazio all’esito della votazione sulla Legge sul clima, ribadendo l’importanza del “sì” espresso dal popolo svizzero.
“Un segnale
importante”. Così il direttore del Corriere del Ticino Paride Pelli giudica,
nel suo editoriale all’indomani delle votazioni, il “sì” espresso dal popolo
svizzero in favore della Legge federale sugli obiettivi in materia di
protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza
energetica (LOCli). Questo voto, infatti, “responsabilizza le istituzioni, le
imprese e i cittadini”.
L’importanza di agire
Secondo Pelli, il
fatto che altri Paesi non agiscano per ridurre le loro emissioni o lo facciano
lentamente, non costituisce un motivo valido per la Svizzera per rimanere “bloccata”.
Svizzera che, in virtù della sua storia, “deve sempre cercare di
dare l’esempio, di risultare un modello anche in
periodi complicati e difficili come quello che
stiamo attraversando”. E questo
nonostante il nostro Paese contribuisca solo allo 0,1% delle emissioni globali
di CO2. Se poi non riusciremo a dare l’esempio “avremo comunque un’aria
più pulita”.
“Un progetto snello e ragionevole”
Ampio
spazio alla LoCli viene dato anche sulle pagine de laRegione. “Il progetto
approvato ieri alle urne è snello, comprensibile e ragionevole: non mette alle
strette i proprietari immobiliari e disegna per le aziende un orizzonte preciso
verso il quale orientare la pianificazione degli investimenti”, scrive Stefano
Guerra, secondo cui vengono fissati degli obiettivi “ambiziosi, ma non campati
per aria”.
“Finora non siamo stati particolarmente virtuosi”
L’editoriale
sul foglio bellinzonese contiene anche una leggera “tirata d’orecchie” alla
Svizzera, perché se è vero che siamo i primi al mondo a confermare i propri
obiettivi climatici in una votazione popolare “non si può certo dire che finora
siamo stati particolarmente virtuosi. Negli ultimi 30 anni la Svizzera ha
ridotto solo del 20% circa le emissioni di gas serra”. Per azzerarle entro il
2050 “occorre un cambiamento di passo”. Obiettivi vincolanti e sussidi
miliardari “serviranno a poco se non saranno seguiti da misure concrete e più
incisive”.

