Occupazioni
“Garantire la libertà accademica senza criminalizzare gli studenti”
Redazione
16.05.2024 14:13

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È la richiesta dei deputati in Gran Consiglio Massimiliano Ay e Lea Ferrari del Partito Comunista in una lettera indirizzata a Astrid Epiney, rettrice dell’Università di Friburgo.
“Occorre
garantire la libertà accademica e il pluralismo, evitando di criminalizzare -
tramite denunce penali e l'intervento della Polizia all'interno di uno
stabilimento educativo - quella che è una protesta legittima e pacifica di
studenti”. È quello che chiedono i deputati in Gran Consiglio Massimiliano Ay e Lea Ferrari del Partito Comunista in una lettera inviata ieri alla rettrice dell’Università
di Friburgo, Astrid Epiney. Durante la settimana gli studenti dell'ateneo si sono infatti mobilitati
occupando l'istituto per portare avanti una protesta pacifica in
solidarietà al popolo palestinese. In seguito, lo ricordiamo, il rettorato aveva reagito fissando un ultimatum secondo il quale gli occupanti avrebbero dovuto lasciare l'edificio alle 15.00 di ieri (mercoledì 15 maggio). Le indicazioni non sono state rispettate e l'università aveva comunicato che era stata preparata una denuncia per violazione di domicilio.
La lettera
Nella lettera i granconsiglieri si dicono "preoccupati per quanto sta accadendo
all’Università di Friburgo, istituto che accoglie il maggior numero di studenti dal
Ticino, in particolare per il modo in cui l'ateneo sta gestendo il confronto con gli occupanti". Esprimono inoltre il loro
sostegno alla libertà di espressione e di manifestazione degli studenti e accusano l’ateneo "di incoerenza rispetto alle loro decisioni nel 2022 di fronte
al conflitto in Ucraina: Crediamo che queste richieste e preoccupazioni dovrebbero
essere prese sul serio e che si dovrebbe incoraggiare il dialogo con gli
studenti invece di rispondere modo aggressivo, repressivo e minaccioso”.
Legame polizia e Università
Sembra
infatti che gli studenti abbiano informato i deputati della presenza di agenti
armati durante le manifestazioni nel pomeriggio del 13 maggio. “Consideriamo
questo fatto come particolarmente grave, perché si tratta di un atto
intimidatorio abbastanza forte nei confronti degli studenti che hanno
manifestato pacificamente e senza interrompere la vita normale dell'Università”. Ay e Ferari si dicono poi preoccupati per questo legame tra polizia e università, che definiscono “pericoloso” in quanto gli atenei dovrebbero essere indipendenti,
liberi e democratici. Criticano inoltre la decisione dell’istituto di perseguire
penalmente gli studenti, azione che considerano come “un’intimidazione antidemocratica
e sintomatica di una mancanza di capacità di dialogo con chi esprime il proprio
disaccordo”. I due deputati concludono chiedendo
alla rettrice di "considerare un atteggiamento meno repressivo e meno minaccioso
nei confronti dei propri studenti, colpevoli solo di aver
esercitato il loro diritto alla libertà di espressione e di manifestazione”.

