
Autorizzata l’emissione sperimentale di un nuovo vaccino contro l'aviaria
Il preparato geneticamente modificato verrà testato sugli uccelli degli zoo di Berna e Basilea dal 2023 al 2026 per valutarne l'efficacia.

Il preparato geneticamente modificato verrà testato sugli uccelli degli zoo di Berna e Basilea dal 2023 al 2026 per valutarne l'efficacia.

Lo ha riferito oggi l'Ufficio del veterinario cantonale. Stando al comunicato delle autorità, nel mese di febbraio sono stati ritrovati morti tre gabbiani ed un corvo lungo le rive del lago di Zugo.

Secondo le autorità sanitarie cantonali, si tratta di un gabbiano. Ad inizio febbraio la Confederazione aveva deciso di estendere fino al 15 marzo le misure di protezione introdotte alla fine di novembre, dopo la scoperta del primo caso in un allevamento di Winterthur (ZH).

In Svizzera, singoli animali sono risultati positivi al test fra dicembre e gennaio: due cigni in Ticino, un gabbiano a Turgovia, Lucerna, Zurigo e Sciaffusa, un airone cenerino e un uccello selvatico a Basilea. La malattia rimane quindi una minaccia.

Il veterinario cantonale Luca Bacciarini commenta la notizia del virus dell'influenza aviaria riscontrato in Ticino. “È rarissimo che colpisca l’uomo”.

In un giovane cigno del Locarnese è stato individuato il virus dell'aviaria. È il secondo caso in Svizzera.

L'obiettivo è quello di evitare l'ulteriore diffusione dell'epizoozia. Le nuove regole entreranno in vigore lunedì e sono state prese a seguito comparsa di un focolaio di influenza aviaria in un'azienda di Zurigo.

Il caso di aviaria rilevato, primo di questo autunno, riguarda due volatili, un pavone e un airone cenerino, di un'azienda di detenzione amatoriale nel comune di Seuzach.

Due persone sono state infettate dal virus A/H5N1 mentre lavoravano in un allevamento avicolo vicino a Gudalajara, in Spagna. Al momento non si registrano contagi uomo-uomo.