Ticino
La stampa che, tra analogico e digitale, esiste e resiste
Thomas Schürch
11.01.2025 07:59

Foto: © Federico Marino
Toccata e fuga nelle redazioni di cinque periodici ticinesi che persistono nel proporre le piccole-grandi storie della vita quotidiana su carta, ma che interagiscono con il web.
Raccontare il territorio e informare
le comunità locali: è la missione dei 13 periodici che, ancora nel 2024, vengono
stampati in Ticino. Una missione portata avanti nonostante le difficoltà che
affliggono il settore dei media. Abbiamo cercato di capire come ciò sia
possibile visitando le redazioni di cinque testate: L’Informatore (settimanale
del Mendrisiotto e Basso Ceresio), la Rivista di Lugano (settimanale del
Luganese dal 1938), la Rivista di Bellinzona (mensile del Bellinzonese), La
Rivista del Locarnese e Valli (mensile della regione) e la Voce di Blenio
(mensile dell’omonima valle). Cinque periodici e cinque incontri con i
rispettivi responsabili, partendo da Mendrisio e arrivando fino a Dongio – passando
da Lugano, Locarno e Bellinzona – per scoprire un Ticino fatto sì di carta, ma
anche di online e social, e soprattutto di storie che aiutano a farne emergere le
peculiarità.
Sguardo diverso sulla vita quotidiana del cittadino comune
Le informazioni non sono mai state così semplici da raggiungere:
basta lasciar scorrere le dita sul proprio telefonino per vedere comparire in
tempo reale decine e decine di notizie. Una rivista che va in stampa una volta
a settimana, o addirittura al mese, viaggia su un ritmo completamente diverso e
non può raggiungere i propri lettori con la stessa rapidità. Un aspetto, questo,
che costringe i periodici a smarcarsi dall’informazione dei quotidiani e dei
siti web proponendo contenuti differenti: piccole realtà locali, associazioni
poco note e personaggi curiosi trovano su queste testate quello spazio che altrove, salvo
in casi straordinari, è loro negato. “Il
settimanale, come lo interpretiamo noi, ti obbliga a cercare una selezione di
notizie tue. Notizie che vengono scartate da radio, televisioni e giornali – spiega Ivan Pedrazzi, responsabile della Rivista di Lugano –. Noi
cerchiamo di valorizzarle e questo ci consente di profilarci”.
Profilarsi
non significa ignorare i fatti d’attualità, bensì parlarne con un taglio
diverso, offrendo ai lettori ulteriori elementi. Un esempio in tal senso è
quello della cronaca politica: “Noi seguiamo i Consigli comunali e
pubblichiamo i resoconti sul nostro settimanale – esemplifica Fausta
Ferretti, responsabile de L’Informatore –, tuttavia, se durante la seduta
emerge un aspetto particolare che alimenta il dibattito, noi ci focalizziamo su
quello e prepariamo un servizio specifico per approfondirlo”. Lavorare con
tempistiche più lunghe consente infatti di soffermarsi maggiormente su un
singolo argomento e di svilupparlo. È il caso della Voce di Blenio, che propone
degli approfondimenti denominati “voce dossier” su temi che toccano da vicino
la popolazione della valle. “Sono pagine interne a specchio per le quali
chiediamo la partecipazione di giornalisti o professionisti affermati, ad
esempio degli storici – afferma la responsabile Mara Maestrani –. Questi
dossier riscuotono un successo importante, come abbiamo constatato trattando
della difesa dell’ospedale di Acquarossa. Richiedono però molto impegno e
quindi non li inseriamo in tutti i numeri”.
Perché oggi qualcuno dovrebbe abbonarsi al vostro periodico, cartaceo o online? Cosa vi distingue?
Conoscere i lettori per conquistarli
Fidelizzare i propri lettori è
un passo fondamentale per tutti i periodici. Le entrate finanziarie che
garantiscono la loro sopravvivenza provengono infatti prevalentemente dagli
abbonamenti e dalle copie vendute. Proporre contenuti specifici, pensati
appositamente per il “target” che si vuole raggiungere, è pertanto la strada
maestra da seguire. “I temi che scegliamo sono rivolti alle famiglie, a
cominciare dalla cronaca rosa – sostiene Pedrazzi –. Pubblichiamo le
date degli anniversari dei matrimoni, ma anche premiazioni varie e i nomi dei
diplomati delle scuole. È come un cordone ombelicale che ci permette di
rimanere ancorati ai nuclei familiari. Abbiamo inoltre le pagine “‘in memoriam”
in cui si ricordano i defunti”.
Gli abbonati dei periodici scelgono queste
testate per informarsi sulla propria regione e sulle sue peculiarità. Gli
articoli proposti devono perciò spaziare su vari argomenti e tenere conto di
tutte le realtà presenti nella comunità. “Noi contiamo in totale una decina
di collaboratori, ognuno con le proprie competenze – spiega Nicola Mazzi,
responsabile della Rivista di Bellinzona –. C’è chi si occupa di storia, chi
di problemi che toccano persone con disabilità, chi consiglia escursioni e
passeggiate. Abbiamo cercato di coinvolgere sensibilità diverse”. Gli
spunti per i temi da sviluppare non devono essere sempre individuati dai
redattori, ma possono provenire dall’esterno. “Siamo davvero sollecitati in
tal senso e riceviamo molto materiale – afferma Luca Dadò, responsabile
della Rivista del Locarnese e Valli –. Si tratta di contributi proposti da
lettori, ma anche da associazioni, società sportive e istituzioni interessate a
promuovere le proprie attività”.
Da chi è composta la famiglia dei lettori del vostro periodico e come si raggiunge?
Interagire con l’online per promuovere la carta
Internet fa ormai parte della
vita di tutti. Accessibile facilmente, si è diffuso così capillarmente da
rappresentare una sfida importante per i media tradizionali, in particolare per
quotidiani, periodici e riviste, chiamati a individuare sinergie con l’online per
poterlo utilizzare a proprio vantaggio. L’Informatore e la Rivista di Lugano hanno
deciso di dotarsi di un sito web sul quale pubblicano i loro contenuti. La Voce
di Blenio propone invece in formato pdf una selezione di due/tre testi per ogni
numero, che vengono però diffusi solo dopo la consueta pubblicazione del
mensile. La Rivista di Bellinzona e La Rivista del Locarnese e Valli non hanno
una pagina web. Una scelta che invece accomuna tutti e cinque i periodici da
noi considerati è quella di essere presenti sui social network, così da
promuovere i propri contenuti e raggiungere un pubblico più vasto. L’obiettivo
è sfruttare internet come “sostegno” del prodotto cartaceo e non come sostituto
dello stesso. “Io credo nella carta stampata periodica (settimanale,
bimensile o mensile) e la difendo – commenta Maestrani –. La carta mantiene
vivo il piacere di toccare, di sfogliare pagine, di sottolineare parole, di
conservare una rivista per poi rileggerla tempo dopo”. L’online, conclude Ferretti,
“rappresenta il futuro, ma ci sono ancora abbonati, dai 55-60 anni in su, che
prediligono il cartaceo e noi non possiamo né vogliamo dimenticarci di loro”.
L'online è sempre più presente nel mondo dei media. Come si pone, o intende porsi, il vostro periodico?
Resistere, la scelta che scriverà la storia
Ci
siamo chiesti, all’inizio di questo lavoro, come i periodici riescano a
sopravvivere in un mondo giornalistico sempre più in difficoltà. La risposta è
che nell’epoca dell’informazione frenetica e immediata, propongono notizie
pensate su misura per i lettori, con i quali hanno un filo diretto. Muoversi
nella regione, incontrare la gente di persona (e non parlarci per email o al
telefono), significa fare quel lavoro giornalistico che gli altri media oggi
faticano a garantire. Guardare il territorio attraverso gli occhi di chi lo
vive quotidianamente consente di raccontarne la storia autentica. Essere
inclusi all’interno di una comunità significa inoltre fare parte del suo
tessuto economico. È sufficiente sfogliare i periodici da noi considerati per
notare la quantità di pubblicità e inserzioni di imprese della regione.
Carrozzerie e ristoranti, hotel e artigiani, utilizzano le pagine delle testate
locali per garantirsi visibilità e raggiungere potenziali clienti. Le entrate
pubblicitarie - oggi in calo nel settore - sono indispensabili per quotidiani e
periodici. Poter quindi contare su un bacino di inserzionisti fidelizzati
garantisce una stabilità importante. Guardando al futuro, gli incontri con i
responsabili delle testate locali ci hanno permesso di constatare la ferma
volontà di perseverare nella proposta di un prodotto in formato cartaceo,
supportato però dall’online. Rafforzare ulteriormente la propria presenza in
rete sarà una delle sfide principali dei prossimi anni. Un compito da
affrontare senza rinunciare alle proprie peculiarità.
Il servizio andato in onda su TeleTicino:

