Proteste
“Siamo fieri di questa gioventù che si indigna di fronte al genocidio in atto”
Redazione
17.05.2024 15:55

Foto: © Instagram - unibas4palestine
Sono le parole della Direzione del Partito Socialista Ticino, che esprime solidarietà e sostegno alle occupazioni studentesche delle università svizzere.
“Siamo fieri di
questa gioventù pensante, profilata, che si indigna di fronte al genocidio
in atto”. Sono le parole della Direzione del Partito Socialista Ticino che,
in un comunicato stampa, esprime solidarietà e sostegno alle occupazioni
studentesche
e condanna "la repressione da parte della polizia". Gli
alunni di alcune università svizzere questa settimana si sono uniti a quelli di altri atenei europei, mettendo in atto un’occupazione pacifica, sotto un
unico slogan: “Basta guerra in Palestina, stop al genocidio!”.
La richiesta posta ai rettori degli atenei e più in generale alle
istituzioni competenti, è quella di rivalutare collaborazioni presenti e
future con istituzioni accademiche israeliane.
"L'università è la sede dell'espressione democratica"
Secondo il la sezione ticinese del PS ci sono diverse chiavi di lettura di questa iniziativa: “Chi
ha denunciato una manifestazione di antisemitismo (che non è) e chi si è
appellato ai pericoli di una manifestazione che potrebbe sfociare in
violenza, legittimando il ricorso alla polizia in nome della salvaguardia
delle sicurezza (che non è presa di mira)”. Il PS Ticino ritiene inoltre che l’università
sia il luogo "naturale" per questo tipo di azioni, in quanto "è la sede
primaria del sapere, della formazione e della ricerca, il luogo ove più di tutti si è chiamati
alla riflessione, alla partecipazione e all’espressione democratica”. Per questa
ragione “di fronte all’immobilismo dell’attuale classe dirigente rispetto a un genocidio in atto, l’occupazione
pacifica dei luoghi simbolo del sapere è funzionale all’arricchimento
personale ma soprattutto alla crescita e allo sviluppo dell’intera
società. Un segnale tanto forte quanto la drammaticità di quanto sta
succedendo”.

