Gastronomia
Al via il primo festival svizzero della Fondue
Redazione
17.11.2022 21:58

Friburgo festeggia il suo prodotto più tipico, la fondue al formaggio. Per quattro giorni nel regno della moitiè moitiè si svolge il primo suisse fondue festival. Un prodotto diventato da diversi anni anche ticinese, ma che ad oggi rischia di soffrire sia per la siccità che per l’aumento dei prezzi.
Ha preso il via proprio oggi a Friburgo il primo festival
svizzero della fondue. Per quattro giorni sarà presente una struttura in pieno
centro, dove poter degustare tutte e 14 le fondue proposte, per un totale di 220
grammi.
Un pasto secolare
“Da centinaia di anni abbiamo questi due formaggi: il gruyère
e il vacherin”, spiega Dominique de Buman, presidente del comitato
organizzatore, “la produzione della fondue è documentata da tantissimo tempo,
fuori dalle case e sugli alpeggi. Quello che è cambiato è che questi due
formaggi hanno seguito un percorso parallelo di eccellenza e certificazione: oggi,
quindi, da prodotti quotidiani sono diventati prodotti d’eccellenza culinaria e
si sono sviluppati non solo a livello cantonale, ma a livello svizzero”.
Una specialità sempre più ticinese, ma la siccità non ha aiutato
Friburgo festeggia quindi il suo prodotto di punta. Prodotto
che, da diversi anni, è diventato anche ticinese. A produrla c’è infatti il Caseificio
del Gottardo, “che da oltre 125 anni fa parte di questo mercato”, ci ha
spiegato Alessandro Corti, direttore LATI e Caseificio dimostrativo del
Gottardo. “Il nostro ristorante è proprio riconosciuto per la fondue e siamo probabilmente
l’unica fondue sul mercato che si può pregiare col marchio Ticino”. Allargando lo
sguardo sul settore, non è un segreto che ci siano state difficoltà nel
foraggio a causa della siccità, avendo ripercussioni anche sul latte. “Abbiamo
avuto una stagione estiva sicuramente asciutta e con un periodo non ideale per
il foraggio”, spiega Corti, aggiungendo che la qualità e la quantità del
foraggio “non è come gli altri anni e sicuramente pensiamo che ci sarà meno
latte durante il periodo invernale, ma potremo tirare le somme solo nel primo
trimestre dell’anno prossimo”. A peggiorare ulteriormente la situazione c’è
anche l’aumento generale dei prezzi. “L’aspetto dei costi in questo momento non
è da sottovalutare: l’intera filiera del latte ticinese soffre anche per
situazioni ed eventi difficilmente influenzabili da parte nostra”. A titolo d’esempio
Corti cita il turismo degli acquisti, “che, abbiamo visto nell’ultimo periodo,
si è accentuato. C’è tutto un tema di produttori di latte che ad oggi fanno fatica,
e i trasformatori soffrono con loro. Sarà difficile pensare che se la
situazione continua in questo trend il prezzo del latte e dei suoi derivati non
possa crescere”

