
Gli ascolti radio rimangono stabili
Secondo le cifre di Mediapulse, il 93% della popolazione svizzera nel secondo semestre 2025 ha ascoltato almeno una volta a settimana la radio

Secondo le cifre di Mediapulse, il 93% della popolazione svizzera nel secondo semestre 2025 ha ascoltato almeno una volta a settimana la radio

Prima di poter comunicare passi concreti e scadenze vincolanti, l'azienda attende che il Governo e l'Ufficio federale delle comunicazioni definiscano le nuove condizioni quadro.

Secondo il "ministro" democentrista, serve una distinzione ancora più chiara tra l'offerta dei media privati e quella del servizio pubblico. "Comprendo le critiche alla SSR, ad esempio quando compete con operatori per l'acquisizione dei diritti sportivi".

È quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi. Non emerge alcuna divisione tra uomini e donne, ma i risultati del sondaggio rivelano una frattura tra destra e sinistra.

Oltre allo sport e alla fiction, i tagli riguarderanno soprattutto i settori amministrativi come le risorse umane, le finanze e l'IT/tecnologia. Il numero di posti di lavoro che dovranno essere tagliati a seguito delle misure adottate è "attualmente in fase di esame".

Il Consiglio federale propone di ridurre gradualmente il canone radiotelevisivo a 300 franchi entro il 2029. Questa è la controproposta all'iniziativa popolare che chiedeva di abbassarlo a 200 franchi l'anno, bocciata oggi. Dopo la conferenza stampa del Governo, a prendere la parola davanti ai microfoni di Ticinonews è il direttore della RSI.

In generale, i Verdi si aspettano che l'azienda adempia al suo mandato di fornire un giornalismo di alta qualità. Il centrista Gerhard Pfister vede invece la nomina di Susanne Wille come "l'elezione di qualcuno che possa avere successo nella prossima campagna elettorale sul canone radiotelevisivo".

I due sindacati dei media si oppongono fermamente all’iniziativa popolare, definita “un tentativo di erodere il diritto a un'informazione indipendente”.

Secondo il direttore generale di SRG SSR Gilles Marchand, l'iniziativa "200 franchi bastano" è "un attacco alla Svizzera e alla sua diversità".

Il direttore generale della SSR avverte sulle conseguenze di un'approvazione dell'iniziativa "200 franchi bastano".