
Raccolta firme online: “È un passo nella giusta direzione”
Secondo il politologo Nenad Stojanovic, l’apertura alla raccolta di firme elettronica per iniziative e referendum potrà avere effetti positivi per la democrazia.

Secondo il politologo Nenad Stojanovic, l’apertura alla raccolta di firme elettronica per iniziative e referendum potrà avere effetti positivi per la democrazia.

Gli Amici della Costituzione annunciano di aver superato la soglia delle 50.000 firme necessarie per il referendum contro la legge sull’identità elettronica. Dopo il rifiuto popolare nel 2021 e l'approvazione del Parlamento nel 2024, la proposta torna al centro del dibattito.

I promotori hanno confermato che sono stati raccolti solo due terzi delle 50'000 firme necessarie per portare gli svizzeri alle urne. Per il fallimento del referendum puntano il dito contro le grandi organizzazioni di protezione della natura.

Il referendum è contro l'estensione di alcune disposizioni della legge Covid 19 a partire dal dicembre 2022, come ad esempio la base giuridica per l'emissione dei certificati Covid.

Il Partito pirata ha consegnato giovedì le firme per il referendum contro la legge sulla protezione dei giovani da film e videogiochi inappropriati. Se era convinto di avere raccolto le 50'000 firma necessarie, ora non è più sicuro.

“È la classica tattica del salame per cui si vuole andare poco alla volta verso una liberalizzazione generalizzata”, ci ha spiegato Chiara Landi , sottolineando come questa situazione danneggi i lavoratori e le lavoratrici del settore “ma anche i piccoli commerci, che verranno sopraffatti da quelli grandi”.

I democentristi hanno tempo fino al 19 gennaio per raccogliere 50mila firme per portare il popolo a esprimersi sul controprogetto all'iniziativa sui ghiacciai, la cui adozione da parte del Parlamento ha portato al ritiro dell'iniziativa originale.

Ad oggi, il 97% circa degli elettori delle quattro regioni orientali ucraine che hanno partecipato al referendum è favorevole all’annessione alla Russia. Jens Stoltenberg: “I referendum fasulli indetti dalla Russia sono una palese violazione del diritto internazionale, queste terre sono dell'Ucraina".