
Valutazione banche, Jordan: "Si dia più importanza alle prospettive di mercato"
Per il direttore della BNS, inoltre, la normativa "Too big to fail" dovrebbe inoltre tenere conto anche della velocità dei deflussi di denaro.

Per il direttore della BNS, inoltre, la normativa "Too big to fail" dovrebbe inoltre tenere conto anche della velocità dei deflussi di denaro.

Lunedì prossimo si chiuderà l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. Il presidente dell’Associazione Bancaria Ticinese Alberto Petruzzella. “Per i clienti del CS al momento non cambia niente”.

Insieme al già consigliere federale Pascal Couchepin analizziamo il salvataggio di Credit Suisse da parte del Consiglio federale. E sul futuro della Piazza finanziaria elvetica il politico vallesano mostra un certo ottimismo

Al momento il Tribunale amministrativo federale ha ricevuto 230 esposti a nome di 2'500 persone. La decisione dell'autorità di vigilanza elvetica di cancellare completamente il valore dei titoli ha anche messo in difficoltà l'intero mercato dei valori in questione.

Gli studi legali Quinn Emanuel e Pallas avrebbero ricevuto varie richieste da manager della banca. Non è ancora chiaro se questa ondata di denunce verrà unita a quelle già esistenti, o se verrà trattata separatamente.

Già oltre un mese fa il mensile Bilanz ha sostenuto che Ermotti (Ceo dal novembre 2011 all'ottobre 2020, nonché di nuovo ora dallo scorso 5 aprile) pianificava la fusione già nel 2016: la questione sarebbe stata il tema di un ritiro strategico a St. Moritz. Vi sarebbero poi stati abboccamenti con i vertici di CS.

Lo ha affermato all'assemblea generale della Banca nazionale svizzera (BNS) il suo presidente Thomas Jordan, secondo il testo del suo discorso.

Al 14 aprile, UBS deteneva direttamente o indirettamente 473,2 milioni di azioni nominative proprie, pari al 13,42% del capitale azionario. In occasione dell'ultima assemblea generale, è stata decisa la cancellazione di 62,5 milioni di azioni UBS riacquistate nell'ambito del programma 2021.

L'assegnazione del contratto a A&M è dovuta alla "rilevante esperienza" della società nella liquidazione di banche e portafogli simili. Il prezzo della prestazione di consulenza ammonta a poco più di 8,7 milioni di franchi.

Gli attuali contratti resteranno validi anche con l'acquisizione da parte di UBS, ma chi riceve i soldi di CS prima o poi rischia di dover cercare altri sponsor.

Dati i numerosi punti di domanda, ha senso per UBS premere sull'acceleratore e puntare a una chiusura dell'operazione il prima possibile. Tuttavia, aggiunge l'esperto, la rapidità con cui ciò avverrà dipende dal via libera delle autorità di regolamentazione.

16 miliardi andati in fumo, gli obbligazionisti non ci stanno: "la Confederazione sia ritenuta responsabile".

La maggiore banca svizzera dovrà presentare un piano che verrà aggiornato trimestralmente, per l'attuazione dell'integrazione degli affari negli Stati Uniti e delle attività di UBS e Credit Suisse.

Il presidente dell'associazione bancaria ticinese Alberto Petruzzella commenta la possibilità di introdurre regole più severe per evitare il ripetersi di situazioni come quella di Credit Suisse. “Spero che si proceda con degli accorgimenti che possano contribuire a ridurre il rischio sulle banche sistemiche”.

I 109 miliardi di franchi quali garanzia per l'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS non possono essere messi in dubbio dalle Camere, convocate in una sessione straordinaria. Per Greta Gysin (Verdi) e Alex Farinelli (Plr), la sessione può comunque avere un senso.

A chiederlo, a seguito del caso Credit Suisse, è la Fondazione per la protezione dei consumatori.

Il presidente del consiglio di amministrazione di UBS Colm Kelleher aveva già riunito un gruppo di esperti per mettere a punto un possibile accordo.

Secondo Monika Rühl, presidente della direzione generale di Economiesuisse, occorre evitare di prendere decisioni affrettate. "Non ha senso rafforzare la regolamentazione in Svizzera senza guardare ciò che accade all'estero".

Non c'è stato tempo per consultare i soci, ha spiegato Kelleher. Il Consiglio federale ha fatto ricorso alla legislazione d'emergenza per consentire la fusione senza l'approvazione degli azionisti. "Pertanto, purtroppo, non è stato possibile ottenere il vostro consenso", si è rammaricato il dirigente.

Il presidente del CdA ha detto di essere consapevole che il giorno è triste. "Posso percepire l'amarezza, la rabbia, lo shock di tutti coloro che sono delusi da questi sviluppi". L'assemblea generale ha approvato i conti 2022 con il 61.4% dei voti.

Secondo Arturo Bris, professore di finanza, in media gli utili dopo la fusione tra banche così grandi sono inferiori del 4% rispetto a prima.

Secondo la SonntagsZeitung, verrebbero sacrificati 11mila posti di lavoro in Svizzera: una sforbiciata ben superiore a quella che prevedeva il Credit Suisse nel suo programma di risparmi.

Dopo il via libera di stamane della Commissione delle finanze degli Stati (CdF-S), stasera è giunto anche il nullaosta dell'omologa commissione del Consiglio nazionale.

Il relativo punto previsto dall'ordine del giorno della prossima assemblea generale - che si terrà il 4 aprile all'Hallenstadion di Zurigo - è stato ritirato, emerge da una comunicazione diffusa ieri sera. Ciò è "dovuto alle circostanze senza precedenti che hanno interessato la banca nelle ultime settimane e che hanno portato alla prevista fusione tra CS e UBS", si legge in una nota.

La nomina di Sergio Ermotti come nuovo CEO di UBS vuole mandare un chiaro segnale. Alfonso Tuor: "Significa mostrare attenzione e sensibilità nei confronti della Svizzera".

Il presidente del comitato finanziario del Senato ha dichiarato che la sua commissione "ha ricevuto nuove informazioni da Credit Suisse su altri conti americani non rivelati che la banca deteneva dopo il 2014". La banca respinge gli addebiti.

È quanto emerge dal rapporto 2022 della Finma pubblicato oggi. Nessuna nuova invece per quanto riguarda l'acquisizione di Credit Suisse.

L'istituzione di una Cpi sul caso Credit Suisse è ancora lontana. I pareri a questo proposito divergono, ma tutti vogliono risposte su quanto successo.

Ulrich Körner ha rivolto una lettera ai propri dipendenti difendendo l'acquisizione della banca da UBS. Nel testo il CEO ha affermato che la scelta fatta era l'unica opzione possibile e porterà stabilità e sicurezza ai clienti e al mercato.

Secondo il docente dell'università di Berna Peter Kunz ci sono troppo poche persone alla Finma per controllare veramente e seriamente: c'è sempre uno squilibrio fra l'autorità e una banca.