
Perdita netta nel terzo trimestre per UBS
La perdita netta è di 705 milioni di franchi. Per la prima volta, questi risultati includono la performance della banca a due vele e non consentono un confronto annuale.

La perdita netta è di 705 milioni di franchi. Per la prima volta, questi risultati includono la performance della banca a due vele e non consentono un confronto annuale.

Lo scopo è quello di garantire la migliore integrazione possibile. A presiedere gli organi di vigilanza sarà Roger von Mentlen, che ha trascorso dieci anni alla guida dell'unità Personal Banking di UBS Svizzera.

Non vi sono cifre concrete sul numero di posti di lavoro che saranno eliminati. Il ceo Sergio Ermotti: "La piena integrazione rafforzerà i punti di forza che fanno di UBS la banca leader in Svizzera".

CS era attiva sul posto non da ultimo nell'investment banking per il settore energetico. UBS sarebbe anche intenzionata a rinunciare pure ai propri uffici nella metropoli texana.

Secondo il presidente dell’Associazione bancaria ticinese Alberto Petruzzella, i consulenti dovrebbero essere più tranquilli per il proprio posto di lavoro, mentre il settore più critico è quello del back office.

Sono le informazioni riportate dalla SonntagsZeitung nella sua edizione odierna. Sembra svanire l'ipotesi di una Credit Suisse "indipendente" all'interno della galassia UBS.

L'integrazione della divisione Investment Bank nella nuova UBS comporterà probabilmente un'ampia riduzione dei posti di lavoro.

L'obiettivo di Ubs, secondo le indiscrezioni riportate dall'agenzia Bloomberg, sarebbe quello di ridurre del 30%, circa 35'000 posti, la forza lavoro complessiva di 120'000 dipendenti risultata dalle nozze fra i due colossi.

a livello svizzero anche l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) sta indagando sul caso e prevede di pubblicare un rapporto sul tema.

Lunedì prossimo si chiuderà l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. Il presidente dell’Associazione Bancaria Ticinese Alberto Petruzzella. “Per i clienti del CS al momento non cambia niente”.

I clienti americani molto ricchi delle due banche sarebbero stati interessanti per l'attività di gestione patrimoniale dell'istituto guidato oggi da Sergio Ermotti.

Insieme al già consigliere federale Pascal Couchepin analizziamo il salvataggio di Credit Suisse da parte del Consiglio federale. E sul futuro della Piazza finanziaria elvetica il politico vallesano mostra un certo ottimismo

Già oltre un mese fa il mensile Bilanz ha sostenuto che Ermotti (Ceo dal novembre 2011 all'ottobre 2020, nonché di nuovo ora dallo scorso 5 aprile) pianificava la fusione già nel 2016: la questione sarebbe stata il tema di un ritiro strategico a St. Moritz. Vi sarebbero poi stati abboccamenti con i vertici di CS.

Il ticinese abbandona la testa dell'organo di sorveglianza dopo un periodo concordato per il passaggio di consegne, scrive Swiss Re in una nota odierna. Potrà ora concentrarsi interamente sul suo ruolo presso UBS.

Al 14 aprile, UBS deteneva direttamente o indirettamente 473,2 milioni di azioni nominative proprie, pari al 13,42% del capitale azionario. In occasione dell'ultima assemblea generale, è stata decisa la cancellazione di 62,5 milioni di azioni UBS riacquistate nell'ambito del programma 2021.

L'assegnazione del contratto a A&M è dovuta alla "rilevante esperienza" della società nella liquidazione di banche e portafogli simili. Il prezzo della prestazione di consulenza ammonta a poco più di 8,7 milioni di franchi.

Dati i numerosi punti di domanda, ha senso per UBS premere sull'acceleratore e puntare a una chiusura dell'operazione il prima possibile. Tuttavia, aggiunge l'esperto, la rapidità con cui ciò avverrà dipende dal via libera delle autorità di regolamentazione.

16 miliardi andati in fumo, gli obbligazionisti non ci stanno: "la Confederazione sia ritenuta responsabile".

La maggiore banca svizzera dovrà presentare un piano che verrà aggiornato trimestralmente, per l'attuazione dell'integrazione degli affari negli Stati Uniti e delle attività di UBS e Credit Suisse.

Il presidente del consiglio di amministrazione di UBS Colm Kelleher aveva già riunito un gruppo di esperti per mettere a punto un possibile accordo.

Secondo Monika Rühl, presidente della direzione generale di Economiesuisse, occorre evitare di prendere decisioni affrettate. "Non ha senso rafforzare la regolamentazione in Svizzera senza guardare ciò che accade all'estero".

Non c'è stato tempo per consultare i soci, ha spiegato Kelleher. Il Consiglio federale ha fatto ricorso alla legislazione d'emergenza per consentire la fusione senza l'approvazione degli azionisti. "Pertanto, purtroppo, non è stato possibile ottenere il vostro consenso", si è rammaricato il dirigente.

Secondo Arturo Bris, professore di finanza, in media gli utili dopo la fusione tra banche così grandi sono inferiori del 4% rispetto a prima.

Secondo la SonntagsZeitung, verrebbero sacrificati 11mila posti di lavoro in Svizzera: una sforbiciata ben superiore a quella che prevedeva il Credit Suisse nel suo programma di risparmi.

Dopo il via libera di stamane della Commissione delle finanze degli Stati (CdF-S), stasera è giunto anche il nullaosta dell'omologa commissione del Consiglio nazionale.

La nomina di Sergio Ermotti come nuovo CEO di UBS vuole mandare un chiaro segnale. Alfonso Tuor: "Significa mostrare attenzione e sensibilità nei confronti della Svizzera".

Anche la consigliera nazionale Elisabeth Schneider-Schneiter (Centro/BL) ha scritto su questo canale che la decisione è buona e giusta. La nomina del banchiere è "più importante di tutti gli interventi politici".

Stando agli osservatori, Ermotti ha fatto molte cose giuste durante il suo primo incarico alla guida di UBS. Quando è entrato in servizio la banca era indebolita dalla crisi finanziaria e da uno scandalo: un trader di UBS aveva causato una perdita di 2,3 miliardi di franchi per la banca, un incidente che aveva portato alle dimissioni dell'allora numero uno Oswald Grübel.

È quanto emerge dal rapporto 2022 della Finma pubblicato oggi. Nessuna nuova invece per quanto riguarda l'acquisizione di Credit Suisse.

Ulrich Körner ha rivolto una lettera ai propri dipendenti difendendo l'acquisizione della banca da UBS. Nel testo il CEO ha affermato che la scelta fatta era l'unica opzione possibile e porterà stabilità e sicurezza ai clienti e al mercato.