
Iniziativa per la 13esima mensilità AVS, il Consiglio nazionale dice "no"
L'iniziativa popolare per una tredicesima mensilità AVS è stata bocciata oggi dalla Camera bassa del Parlamento per 123 voti a 67.

L'iniziativa popolare per una tredicesima mensilità AVS è stata bocciata oggi dalla Camera bassa del Parlamento per 123 voti a 67.

L'attuazione della riforma AVS 21 richiede un certo numero di modifiche a livello di ordinanza, che il Consiglio federale ha posto oggi in consultazione. Tra le modifiche da segnalare figura la sostituzione dell'espressione "età di pensionamento" con "età di riferimento”.

A partire da gennaio, chi beneficia dell'AVS o dell'AI riceverà un'indennità di rincaro pari ad almeno il 2.8% della rendita.

L’incremento entrerà in vigore a partire dal 1. gennaio del prossimo anno. La decisione del Consiglio federale è da ricondurre all’ evoluzione dei prezzi e dei salari. La rendita minima passerà così da 1'195 a 1'225 franchi mensili. Adeguamenti previsti anche per IPG, delle prestazioni complementari e di quelle transitorie.

Al fine di aiutare i più “deboli”, i "senatori" Pirmin Bischof e Paul Rechsteiner hanno chiesto un adeguamento straordinario delle rendite AVS e dell'AI in modo da compensare integralmente il rincaro dei prezzi al più tardi entro il primo gennaio 2023.

All'indomani del risicato "sì" alla riforma dell'AVS, la stampa vede una Svizzera divisa non solo sul piano linguistico, ma anche fra donne e uomini. In generale si fa appello a una riforma del secondo pilastro che tenga conto degli interessi femminili.

Secondo il sondaggio SSR la percentuale di favorevoli alla riforma dell'AVS è scesa al 59% mentre quella dei contrari è salita al 38%. Una simile tendenza è stata rilevata anche da Tamedia.

Un sondaggio tra gli iscritti del sindacato Unia mostra un chiaro no alla riforma AVS21. A partecipare soprattutto le donne, le più interessate dai cambiamenti previsti.

Il divario pensionistico delle donne è una realtà oggettiva e nessuna delle due parti lo mette in discussione. Il sondaggio condotto per Tamedia nello stesso periodo ha tenuto conto di questo argomento e i risultati sono diversi, aggiunge la nota.

È quanto emerge dal primo sondaggio di gfs.bern/SSR. Su 12'015 intervistati il 64% avrebbe votato a favore di AVS 21, il 33% contrario e un 3% sono ancora indecisi.